Mesotelioma pleurico: il tumore dell’amianto!

Autore: Dott. Stefano Claudio Meda
Pubblicato:
Editor: Cecilia Ghidotti

Il tumore maligno denominato mesotelioma pleurico è una patologia rara, con bassa incidenza sulla popolazione: questa patologia, infatti, compare nella maggior parte dei casi nei lavoratori che sono stati esposti per lunghi periodi all’amianto. Ma che cos’è questa patologia e come la possiamo trattare?

Mesotelioma pleurico

Il mesotelioma è una neoplasia maligna del mesotelio, ossia il tessuto che riveste le cavità sierose come la pleura il pericardio e il peritoneo. Il più frequente mesotelioma è quello della pleura cioè di quel mesotelio che ricopre i polmoni e la parete interna della cavità toracica.

La causa del mesotelioma rimane ancora ignota ma il fattore di rischio più importante è l’esposizione all’amianto. L’amianto è un minerale che, per proprietà ignifughe, veniva utilizzato per la realizzazione di strutture isolanti tutt’ora presenti in alcune abitazioni. La lavorazione o lo smaltimento dell’amianto producono una polvere che, se inalata, è in grado di provocare un danno cellulare del mesotelio con conseguente possibile insorgenza del mesotelioma. La latenza tra esposizione all’amianto ed insorgenza del mesotelioma è molto lunga tanto che la comparsa dei primi sintomi può presentarsi anche decenni dopo.

Sintomi e diagnosi

I sintomi più comuni sono:

  • la mancanza di fiato;
  • il dolore toracico;
  • la tosse;
  • la perdita di peso.

Essendo questi sintomi aspecifici, spesso la diagnosi è difficile e tardiva.

Gli esami diagnostici necessari sono la radiografia del torace che ci mostra la presenza di un versamento pleurico e la tac del torace che evidenzia il versamento, eventuali nodulazioni polmonari e gli ispessimenti della pleura. La certezza diagnostica si ottiene mediante l’esame citologico del liquido pleurico o l’esame istologico di tessuto pleurico o polmonare.

Chirurgia del mesotelioma pleurico

La chirurgia può essere ad intento diagnostico/palliativo o curativo. Le manovre più frequenti sono:

  • il drenaggio pleurico per l’evacuazione del versamento pleurico e la raccolta di liquido per l’esame citologico;
  • la toracoscopia: attraverso una piccola incisione si introduce una telecamera per visualizzare la pleura e il polmone. Il liquido pleurico può essere aspirato ed esaminato. Si effettuano biopsie della pleura malata per l’esame istologico. In toracoscopia è possibile effettuare la pleurodesi chimica o “talcaggio” che consiste nella dispersione di talco sterile allo scopo di far aderire il polmone alla parete impedendo così l’accumulo del liquido nel cavo.

La chirurgia ad intento curativo è complessa e va considerata nell’ambito di trattamenti multimodali (chemioterapia, chirurgia, radioterapia).

  • La Pleurectomia Totale consiste nella asportazione totale della pleura parietale e viscerale;
  • La Pleuro-Pneumonectomia è invece l’asportazione della pleura in blocco con il polmone, il pericardio e il diaframma.

Ad oggi, sulla scorta di recenti studi clinici, si predilige l’asportazione totale di pleura parietale, di diaframma e pericardio con il risparmio del polmone solo in selezionati casi dipendenti dal “tipo” istologico e dallo stadio di malattia al fine di garantire la radicalità salvaguardando però la qualità di vita postoperatoria.

La scelta del trattamento ideale dipende dallo stadio di malattia e da fattori quali età e comorbidità. I trattamenti standard comprendono la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia. In casi selezionati si applica la combinazione dei tre trattamenti in quello che viene definito trattamento trimodale.

Dott. Stefano Claudio Meda
Chirurgia toracica

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