Nuovi esami diagnostici per la prevenzione delle lesioni cancerose del collo dell’utero

Autore: Dott. Francesco Vitale
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Editor: Jennifer Verta

Dopo i 25 anni è fondamentale per ogni donna eseguire controlli periodici per rintracciare possibili lesioni o mutazioni cellulari che potrebbero portare a cancro al collo dell’utero. Il Dott. Francesco Vitale, esperto in Endocrinologia e Ginecologia a Bari, ci parla delle nuove tecniche di screening.

Nuove tecniche di prevenzione in oncologia ginecologica

Il THINPrep è un test di screening per individuare il rischio di cancro della cervice uterina nella popolazione femminile. Si tratta di un esame citologico, tecnicamente un miglioramento del Pap-Test, per individuare precocemente eventuali alterazioni delle cellule del collo dell’utero che virano verso il cancro dello stesso. È utile, altresì, per riscontrare infezioni virali, batteriche o micotiche.     Il Pap-Test è un esame ginecologico di routine che si effettua prelevando dal collo dell’utero, con una piccola spatola, un campione di cellule, che vengono poi strisciate e apposte su un vetrino pronte per essere analizzate al microscopio. Secondo le indicazioni internazionali il Pap-Test andrebbe effettuato da ogni donna, dopo aver compiuto i 25 anni, ogni tre anni o meno in caso di familiarità o sospette lesioni individuate precedentemente. Il lasso di tempo è considerato sufficiente per individuare possibili lesioni prima che si trasformino in tumore. La differenza sostanziale del THINPrep e delle altre nuove tecniche di citologia in Fase Liquida (LBC) consiste nel conservare il campione raccolto in una soluzione particolare che garantisce un’analisi più precisa. Il THINPrep è attualmente la tecnica di citologia in fase liquida più impiegata dal momento che è stata approvata sia dagli Enti di Controllo Europei, sia Statunitensi. Il materiale cellulare viene utilizzato anche nel caso di screening per l’HPV (Papilloma Virus Umano) evitando, in questo modo, che la paziente debba sottoporsi ad un secondo prelievo, ma eseguendo in un unico tempo, con la medesima manovra, un doppio test di screening per le lesioni pre-cancerose del collo dell’utero.

Perché è importante richiedere ed eseguire il THINPrep?

Con questo esame possiamo individuare anche una lesione da Papilloma Virus (HPV), virus che non dà sintomi, ma che è stato individuato come il principale fattore di rischio nello sviluppo del carcinoma della cervice uterina. L’HPV è un’infezione virale molto comune che si trasmette, attraverso i rapporti sessuali, sia all’uomo sia alla donna, anche se colpisce più frequentemente quest’ultima. Proprio perché il virus è asintomatico la diffusione dello stesso è molto elevata e i soggetti colpiti non ne sono consapevoli. Recentemente, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ufficialmente riconosciuto la responsabilità del virus HPV nello sviluppo del 95% dei casi di cancro del collo dell’utero, per questo motivo è cruciale sottoporsi al test. L’HPV Test ed il THINPrep permettono, infatti, di rintracciare un’infezione da Papilloma Virus e/o alterazioni cellulari con grande precisione prima che evolvano in formazioni tumorali. La citologia in Fase Liquida garantisce una maggiore precisione rispetto al Pap-Test tradizionale, riducendo in modo significativo i casi di diagnosi inadeguata o incerta.

Facilità e semplicità di esecuzione del test

Questa tipologia di analisi necessita di una minima quantità di cellule del collo dell’utero. Il prelievo richiede qualche minuto, non è né rischioso, né doloroso per la paziente che al termine dello stesso potrà tornare tranquillamente alle proprie attività. Non sono necessarie particolari preparazioni prima di sottoporsi all’indagine, anche se il test non va effettuato durante il ciclo mestruale. Effettuare entrambi gli esami di HPV Test e citologia in Fase Liquida (ThinPrep) consente un’indagine completa ed esaustiva, in maniera molto semplice. Risulta, pertanto, un imperativo categorico per la donna, consultare l’oncologo-ginecologo o il ginecologo, che lo esegua per la migliore tutela della propria salute, anche in assenza di sintomi, con l’impegno di ripeterlo con la periodicità concordata con il proprio specialista di fiducia, il quale ne completerà l’indagine, se opportuno, anche con un eventuale esame colposcopico. La colposcopia, infatti, è un esame di complemento che permette la visione ingrandita della cervice uterina il cui utilizzo è molto diffuso dal momento che è un esame indolore, non invasivo e ripetibile nel tempo. La visione ingrandita è permessa da uno strumento ottico che ingrandisce il tessuto da 2 a 60 volte, consentendo allo specialista di rilevare eventuali anomalie, alterazioni o lesioni che potrebbero sfuggire ad una visione a occhio nudo. L’esame colposcopico serve anche ad indagare la causa di sanguinamenti dalla vagina, soprattutto dopo rapporti sessuali.

Dott. Francesco Vitale
Ginecologia e Ostetricia

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