La spalla e la tendinopatia calcifica

Quando la spalla fa male: la tendinopatia calcifica

Autore: Dott. Giancarlo Sarnelli
Pubblicato: | Aggiornato: 21/08/2018
Editor: Top Doctors®

Il Dott. Giancarlo Sarnelli, esperto in Radiologia, ci spiega cos'è la tendinopatia calcifica, malattia che causa forti dolori alla spalla. Ci spiega come viene diagnosticata, quali sono le fasi della malattia e in cosa consiste il trattamento non chirurgico, ossia la litoclasia percutanea

 

Che cos’è la tendinopatia calcifica?

La tendinopatia calcifica è una malattia caratterizzata dalla presenza di anomali depositi di calcio nei tendini della parte profonda della spalla, quelli che normalmente sono compresi all’interno della cosiddetta “cuffia dei rotatori”. Questi depositi anomali si costituiscono verso i 25-30 anni, rimangono generalmente quiescenti a lungo e danno luogo ad una sintomatologia caratterizzata prevalentemente da dolore ed impotenza funzionale in un'età compresa tra i 40 e i 60 anni. Dopo i 60 anni, le persone affette da questo tipo di problema alla spalla soffrono generalmente di un'altra malattia, ovvero di una tendinopatia di tipo degenerativo; invece, i soggetti più giovani con un’età compresa fra 40 e 60 anni, generalmente soffrono della tendinopatia calcifica. È molto importante fare una diagnosi corretta: difatti, l'errore più frequente commesso da parte di tutti gli operatori è quello di classificare come tendinopatia calcifica altri depositi calcifici che non hanno nulla a che fare con questa malattia.

 

Tendinopatia calcifica: le fasi della malattia

La tendinopatia calcifica è una malattia che ci segue per molti anni nel corso della nostra vita. Come accennato in precedenza, si sviluppa verso i 25-30 anni ma poi attraversa una fase di quiescenza sintomatologica durante l'età compresa fra i 30 e i 45 anni in cui il paziente può essere del tutto asintomatico. Successivamente si sviluppa una fase attiva della malattia, ovvero di fase sintomatica allorché l'organismo diventa intollerante nei confronti di questo materiale calcico anomalo e tenta di scioglierlo attraverso l'unico sistema che conosce: quello dell'infiammazione; pertanto, il nostro corpo innesca un processo infiammatorio allo scopo di ammorbidire, sciogliere e poi riassorbire il calcio anomalo presente nei tessuti. Non è un caso che, anche in assenza di un intervento farmacologico o medico da parte esterna, l'organismo sia in grado di sciogliere e guarire autonomamente i depositi calcifici.

 

Come si diagnostica una tendinopatia calcifica?

Tra i vari sistemi diagnostici per identificare la malattia sicuramente quello preferito, soprattutto da parte degli interventisti, è l'ecografia. Ciò non è dovuto ad un vezzo personale o al fatto che viene adoperato nelle nostre strutture ma perché la riteniamo decisamente superiore a tutte le altre metodiche, compresa la risonanza magnetica. L'indagine ecografica in grado di identificare qual è il tendine interessato dalla malattia calcifica, se vi siano più tendini interessati di misurare la grandezza delle calcificazioni ma soprattutto di identificare lo stadio evolutivo. Uno degli errori che vedo più comunemente commessi è quello di non riconoscere le calcificazioni post-acute che non vanno più trattate: generalmente l’interventista agisce in tal senso, specialmente se riconosce questa patologia utilizzando semplicemente la storia clinica del paziente e l'indagine ecografica.

 

Curare la tendinopatia calcifica: la litoclasia percutanea

È abbastanza riconosciuto ormai da tutti che il sistema migliore per curare la tendinopatia calcifica sia la litoclasia percutanea ecoguidata. Questa è una metodica di tipo interventistico, ovvero non chirurgico, che si pratica per via ambulatoriale, utilizzando l'anestesia locale e posizionando degli aghi all'interno della calcificazione sotto la guida dello strumento ecografico. In particolare, si introducono gli aghi all'interno della calcificazione e mediante del liquido fisiologico si spinge fuori il calcio accumulato. Tale sistema consente di esportare definitivamente il calcio e consente di guarire definitivamente la tendinite alla spalla.

Dott. Giancarlo Sarnelli
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