Sai perché si chiamano denti del giudizio?

Autore: Dott. Giorgio Luziatelli
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Con questa locuzione si intendono gli ultimi molari ad erompere in arcata dentaria, per l’esattezza i terzi molari di ognuna delle quattro emiarcate. Ne parla il Dott. Giorgio Luziatelli, esperto in Odontoiatria a Roma

Perché si chiamano denti del giudizio?

Vengono più comunemente definiti denti “del giudizio” in quanto generalmente compaiono in arcata tra ilDenti diciassettesimo ed il venticinquesimo anno di età. Considerando i due incisivi, il canino, i due premolari e gli altri due molari che li precedono in posizione possono anche essere chiamati “ottavi”, in quanto ultimi di 8.

Cosa comporta l’eruzione dei denti del giudizio?

Questo aspetto di eruzione tardiva rispetto tutti gli altri elementi dentari può determinare talvolta problemi più o meno gravi e debilitanti per il paziente che potranno presentarsi con:

  • Semplice fastidio durante la deglutizione
  • Impossibilita di aprire la bocca
  • Febbre
  • Linfoadenopatia
  • Ascessi

Ovviamente non sempre la comparsa dei denti “del giudizio” determinerà tali eventualità, poiché con sufficiente spazio a disposizione per erompere lo farà in maniera impercettibile.

Qualora lo spazio a disposizione durante il percorso eruttivo o in arcata stessa risultasse insufficiente, il dente andrà quasi certamente a posizionarsi in maniera anomala rispetto l’asse dei denti a lui vicini, ossia ritrovarsi nell’impossibilità di erompere totalmente o parzialmente.

Di conseguenza potrebbe verificarsi un’eruzione totale ma anomala (inclinato verso l’esterno o l’interno), parziale con conseguenze rilevanti in termini di infiammazione (ad esempio il paziente noterà una piccola porzione di un altro elemento dietro il settimo), o infine potrebbe non erompere mai e generare nel tempo disturbi anche di grave entità.

È necessario sottoporsi ad una accurata visita odontoiatrica, supportata da indagini radiologiche specifiche (rx endorale, ortopanoramica, tc-cone beam) per andare a determinare l’esatta posizione del dente stesso al fine di progettare un intervento mirato, rapido e preciso che comporti meno disagi possibili per il paziente.

Quando è necessario estrarre i denti del giudizio?

Comunemente l’intervento di estrazione dei terzi molari superiori risulta poco invasivo e di rapida esecuzione, per i corrispettivi inferiori è necessario analizzare meticolosamente la posizione all’interno della mandibola ed i rapporti del dente con il canale del nervo alveolare inferiore tramite esame diagnostico di tipo tc-cone beam ottenendo immagini tridimensionali della zona da trattare. Nel suddetto caso l’intervento può diventare più ostico.

L’estrazione diventa necessaria ogni qual volta il dente non può essere curato rimanendo in sede o sta causando lesioni ai tessuti contigui o, altresì, la sintomatologia è talmente fastidiosa da portare l’odontoiatra alla soluzione radicale del problema.

Caratteristiche dell’intervento

L’intervento di estrazione è un intervento chirurgico a tutti gli effetti ed il professionista prescriverà una terapia antibiotica preventiva solitamente a partire da uno o due giorni antecedenti l’intervento, e da continuare per qualche giorno successivo in base a classe antibiotica e comunque secondo prescrizione.

L’intervento può svolgersi in anestesia locale, generale o locale supportata da sedazione endovenosa, in base alla difficoltà operatoria o alle caratteristiche del dente stesso.

Il paziente, dopo qualche minuto in poltrona ove il professionista descriverà quanto appena eseguito, verrà istruito sulle indicazioni di comportamento da seguire scrupolosamente una volta tornato a casa e gli eventuali farmaci antinfiammatori e/o antiedemigeni da assumere al bisogno in caso di gonfiore, malessere o dolore, sintomi comunque destinati a regredire nel giro di pochi giorni.

Dott. Giorgio Luziatelli
Odontoiatria

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