Linfoadenopatia

Che cos’è la linfoadenopatia?

L’adenopatia è un termine che si riferisce al rigonfiamento di una ghiandola, solitamente i linfonodi (linfoadenopatia). Il linfonodo è un organo di forma ovale, o simile a un rene, che fa parte del sistema linfatico: una rete di noduli, organi e vasi linfatici che si trovano in tutto il corpo. La funzione primaria dei linfonodi è quella di combattere le infezioni. Il sistema linfatico è in effetti una parte fondamentale del sistema immunitario, che aiuta ad identificare le fonti di infezione e che impedisce che anche altre parti del corpo si infettino.

La linfoadenopatia deriva, generalmente, da un’infezione; in casi più rari, invece, è la conseguenza di un problema di salute più severo come una neoplasia o una patologia autoimmune.

Sintomi della linfoadenopatia

I linfonodi si trovano in tutto il corpo e, di conseguenza, i rigonfiamenti possono apparire in zone diverse. I segni comuni della linfoadenopatia sono il rigonfiamento:

  • Al collo
  • All’inguine
  • Sotto le ascelle
  • Sotto il mento

Il rigonfiamento può essere accompagnato da indolenzimento dei linfonodi, febbre, mal di gola, naso che cola e sudorazione notturna.
Se il rigonfiamento persiste dalle due alle quattro settimane e i linfonodi continuano ad ingrandirsi, oppure se i noduli sono duri e gommosi e non si muovono quando viene esercitata pressione, è indicato il controllo da parte di uno specialista in quanto potrebbe celarsi una patologia più seria.

Diagnosi per la linfoadenopatia

La diagnosi per la linfoadenopatia avviene per mezzo di una visita medica ed un esame obiettivo al fine di osservare la presenza d’ingrossamento dei linfonodi o altri sintomi. Eventualmente, se il medico dovesse nutrire il sospetto di una malattia più grave, potrà prescrivere: analisi del sangue, esami di diagnostica per immagini, esame per la tubercolosi, indagini inerenti al midollo osseo o una biopsia dei linfonodi.

Quali sono le cause della linfoadenopatia?

Le potenziali cause alla base dei linfonodi ingrossati sono numerose. Di solito la causa principale della linfoadenopatia è un’infezione comune, come il morbillo, il raffreddore, la tonsillite, le infezioni alle orecchie e la faringite streptococcica.
Meno frequentemente, a causare il rigonfiamento dei linfonodi sono alcune infezioni sessualmente trasmissibili (IST), la tubercolosi, un’infezione da graffio di gatto o una toxoplasmosi. Anche l’infezione da HIV è una delle potenziali cause. 
Oltre alle infezioni, a volte sono le condizioni autoimmuni, come l’artrite reumatoide e il lupus, a causare l’ingrossamento dei linfonodi. In casi rari, il loro rigonfiamento può essere indicativo di tumori come la leucemia (tumori del sangue e del midollo osseo) o il linfoma, ovvero il tumore del sistema linfatico. 
Il rigonfiamento può inoltre essere l’effetto collaterale di determinati farmaci. In caso di dubbi sulla causa del rigonfiamento dei linfonodi è necessario consultarsi con un medico al fine di stabilirne la causa.

Si può prevenire?

Per prevenire la linfoadenopatia è opportuno mantenere uno stile di vita sano, al fine di evitare di avere le difese immunitarie basse. Quindi, è importante fare esercizio fisico, seguire un’alimentazione varia e bilanciata e dormire adeguatamente.

Trattamenti per la linfoadenopatia

I linfonodi non vengono trattati direttamente; viene invece trattata la condizione che ne ha provocato l’ingrossamento. Se la causa è un’infezione, i linfonodi torneranno alla normalità una volta risoltasi l’infezione. 
Se i linfonodi ingrossati sono causati da una malattia autoimmune o da un tumore, saranno tali condizioni a dover essere curate.
Se i linfonodi stessi sono indolenziti o doloranti, i sintomi vengono spesso trattati utilizzando farmaci antidolorifici e molto riposo.

A quale specialista rivolgersi?

Il medico curante potrebbe decidere di indirizzare il paziente verso lo specialista in Ematologia e in Chirurgia Generale.

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