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SMILE: l’ultima tecnica di chirurgia refrattiva dai molteplici vantaggi

La chirurgia refrattiva, conosciuta per la correzione di disturbi visivi come miopia, astigmatismo e ipermetropia, ha subito notevoli progressi grazie alle più recenti tecnologie e metodiche. Con questo articolo il Dott. Marco Fantozzi, specialista in Oftalmologia, ci spiega quali sono i vantaggi delle ultime tecnologie che interessano la chirurgia refrattiva

Quali sono le ultime tecniche sviluppate nel campo della chirurgia refrattiva per correggere difetti visivi?

La storia della chirurgia refrattiva è decennale, ma ora le cose sono molto cambiate grazie alla presenza di laser di ultima generazione (ad esempio laser ad eccimeri o laser a femtosecondi) che permettono agli Specialisti di effettuare interventi corneali intrastromali senza tagliare la corte.

La tecnica SMILE è l’ultima tecnologia nel campo della chirurgia refrattiva, in grado di correggere i difetti visivi.

Che cosa distingue la SMILE dalle tecniche di chirurgia refrattiva più tradizionali? Quali sono i vantaggi?

La tecnica SMILE, acronimo di Small Incision Lenticule Extraction, si distingue notevolmente dalle tecniche tradizionali di chirurgia refrattiva per diversi motivi. In primo luogo, questa procedura consente di trattare difetti di miopia elevata (fino a 10 diottrie) e astigmatismi con un livello di precisione senza precedenti. Questa precisione è particolarmente cruciale quando si tratta di cornee sottili, che potrebbero non essere adatte alle tecniche tradizionali.

Una delle caratteristiche distintive della SMILE è la sua rapidità, oltre al fatto di essere praticamente indolore: l'assenza del taglio per la creazione del flap, comune in altre tecniche, evita di recidere le terminazioni nervose nella cornea, riducendo notevolmente il rischio di sindrome dell'occhio secco, una complicanza tipica della chirurgia refrattiva tradizionale. Questo contribuisce anche a ridurre le incidenze di infezioni e favorisce una guarigione più rapida dell'epitelio.

Un altro vantaggio significativo della SMILE è la sua idoneità per i pazienti che già soffrono di sindrome dell'occhio secco e che non possono essere trattati con altre tecniche laser. Questo la rende particolarmente adatta agli sportivi, specialmente a coloro che praticano sport da contatto, poiché l'assenza di un taglio corneale elimina il rischio di riapertura della ferita chirurgica.

 

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Quanto tempo è necessario generalmente per il recupero visivo completo dopo la tecnica SMILE?

Prima, con l’intervento PRK e con l’utilizzo di laser eccimeri, il recupero era più lento perché era necessario che la cornea si riefitilizzasse completamente e ciò equivaleva a 1 mese, 1 mese e mezzo. Ora, invece, grazie alla tecnica SMILE, i tempi di guarigione sono più rapidi perché la micro incisione realizzata durante l’operazione preserva gli strati corneali superiore e inferiore, e quindi consente una stabilizzazione del risultato in pochi giorni.
 

Per saperne di più guarda la videointervista che abbiamo fatto al Dott. Marco Fantozzi sulle ultime tecniche della chirurgia refrattiva.