Trapianto di fegato: quali sono le possibili complicanze?

Autore: Dott. Giovanni Vennarecci
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il trapianto di fegato è una procedura non esente da rischi. Ce ne parla il Dott. Giovanni Vennarecci, esperto in Chirurgia Generale a Napoli

Trapianto di fegato: quando è necessario?

ragazzaIl trapianto di fegato è la terapia gold standard per tutte quelle patologie epatiche che determinano una compromissione irreversibile della funzione epatica, indipendentemente dalla causa primitiva della cirrosi. Il trapianto è indicato in pazienti la cui malattia di fegato ha raggiunto un certo livello di gravità, misurato con un indice denominato MELD e che si basa su parametri biochimici misurabili con un semplice esame di laboratorio.

Il trapianto è una delle principali opzioni terapeutiche per i pazienti affetti da epatocarcinoma, in particolare nei casi in cui il tumore recidivi dopo un primo trattamento o in tutti quei casi in cui l’epatocarcinoma nasce su una cirrosi epatica che non consente altri trattamenti (resezione o trattamenti loco-regionali).

In quali casi è controindicato il trapianto?

Le controindicazioni al trapianto sono la presenza di comorbidità o di un performance status che rendono insostenibilmente alti i rischi di mortalità e complicanze, l’alcolismo o la tossicodipendenza attiva, la presenza di neoplasie. Nel caso dell’epatocarcinoma, una malattia troppo avanzata o con metastasi a distanza è una controindicazione al trapianto.

Quanto tempo si deve attendere prima di sottoporsi ad un trapianto?

Il paziente giudicato trapiantabile viene avviato ad un percorso di valutazione pre-trapianto che una volta completato esiterà nell’inserimento in lista. La durata dell’attesa in lista varia a seconda delle caratteristiche antropometriche del paziente, del gruppo sanguigno, della patologia di base e della sua gravità.

equipe di chirurghi che analizzano il casoCosa succede quando un paziente risulta adatto ad un trapianto?

Il paziente che viene chiamato per un trapianto viene preparato con una serie di accertamenti preoperatori immediatamente prima del trapianto per confermare la fattibilità dell’intervento. Durante questa fase, una equipe viene inviata a prelevare l’organo. Durante questa procedura l’organo viene valutato, preservato, prelevato.

In cosa consiste l’intervento?

L’intervento consiste nella rimozione dell’organo malato che viene sostituito dall’organo donato. Il nuovo graft viene collegato alle strutture vascolari del fegato (vena cava, vena porta e arteria epatica) e alla via biliare del ricevente. Si tratta di un intervento complesso, che dura diverse ore e che coinvolge molti professionisti tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari.

Quali sono i possibili rischi di un trapianto di fegato?

Ad oggi, la mortalità per trapianto ad un anno è di circa il 10-20% e le principali complicanze sono i sanguinamenti, le trombosi vascolari, le complicanze biliari, le complicanze respiratorie, infettive, il rigetto e la recidiva di malattia.

Dott. Giovanni Vennarecci
Chirurgia generale

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