Epiduroscopia

Specializzazione di Neurochirurgia

Che cos’è l’epiduroscopia?

L’epiduroscopia, o endoscopia spinale, consiste principalmente nell’inserimento nella colonna vertebrale di uno speciale catetere, il cui avanzamento viene controllato in tempo reale grazie all’assistenza visiva di radiografie. Si tratta di una tecnica relativamente nuova e abbastanza efficace che consente di trattare il dolore lombare cronico senza bisogno di anestesia. È una tecnica che consente di trattare il dolore e, allo stesso tempo, di stabilire la causa del dolore, in modo che possa essere contemporaneamente diagnosticato e trattato. Utilizzando un epiduroscopio (di struttura simile all’endoscopio, ma più piccolo) è possibile osservare l’interno dello spazio epidurale grazie ad una microtelecamera montata ad una delle estremità.  L’epiduroscopia dura circa un’ora e viene eseguita in anestesia locale.

 Perché si esegue?

L’epiduroscopia viene eseguita per osservare lo spazio epidurale, ovvero la parte interna della colonna vertebrale al fine di diagnosticare e iniziare il trattamento di patologie e sindromi dolorose del midollo spinale. L’epiduroscopia si solito viene indicata per i seguenti casi:

  • Paziente con sciatica grave senza indicazione chirurgica e che non risponde al trattamento
  • Applicazione selettiva di farmaci
  • Aderenze e fibrosi dopo un intervento chirurgico
  • Neuromodulazione
  • Biopsie durante l’esecuzione di tecniche mininvasive

Si tratta di una tecnica per la diagnosi di patologie e lesioni midollari e meningee durante la quale è possibile effettuare una biopsia allo stesso tempo dell’esame. Questa tecnica non è raccomandata in pazienti con insufficienza respiratoria o con alterazioni presso il sito della puntura, come infezioni, tatuaggi o difetti anatomici. Se vi sono delle alterazioni della coagulazione, la procedura non può essere eseguita.

In che cosa consiste?

Pensata per diagnosticare e trattare le patologie dolorose del midollo spinale, l’epiduroscopia utilizza un endoscopio flessibile con una telecamera ad una estremità. Rende semplice l’identificazione delle strutture anatomiche come la dura madre, le vene epidurali, le fibre nervose o il tessuto connettivo. Il trattamento viene eseguito in posizione prona con sedazione endovenosa e anestesia locale. L’epiduroscopio viene inserito progressivamente con l’aiuto delle immagini radiografiche fino a raggiungere il punto desiderato. Una volta in posizione si interviene sull’area che si desidera trattare per poi somministrare un anestetico intorno ai nervi interessati.

Preparazione per l’epiduroscopia

L’epiduroscopia è una procedura ambulatoriale che viene eseguita in sala operatoria ma che non richiede il ricovero del paziente. Questi viene dimesso il giorno stesso del trattamento, una volta trascorse alcune ore sotto osservazione. Per poter eseguire il trattamento il paziente si deve recare al centro sanitario a stomaco vuoto da almeno sei ore. 

Recupero postintervento

Il paziente sarà dimesso lo stesso giorno del trattamento, dopo aver trascorso alcune ore in sala di recupero, dove rimarrà sotto osservazione per qualche tempo. Dato che si utilizzano anestetici locali il paziente potrebbe avvertire un intorpidimento alle gambe per alcune ore, benché si tratti di un sintomo perfettamente normale. Il paziente non verrà dimesso finché non sarà in grado di avere il controllo completo delle proprie gambe.

Trattamenti alternativi

Un trattamento alternativo all’epiduroscopia, senza essere un metodo chirurgico, sono le infiltrazioni articolari e la denervazione a radiofrequenza, o rizolisi, che consiste nell’impiego di onde radio per alleviare nel lungo termine i dolori e i problemi causati da lombalgia, cervicalgia o dorsalgia.

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