Fascite plantare

Specializzazione di Ortopedia e Traumatologia

Cos’è la fascite plantare?

La fascite plantare è l’infiammazione causata da un sovraccarico o da uno stiramento del tessuto spesso della pianta del piede. Tale tessuto viene chiamato fascia plantare ed è quello che collega il tallone alle dita, creando l’arco plantare.
Quando il paziente avverte un dolore ricorrente in zone distinte della gamba in generale, come la pianta del piede, la caviglia, i muscoli gemelli o quelle che comunemente chiamiamo cosce, siamo di fronte a una fascite plantare cronica.

Prognosi della malattia

I trattamenti non chirurgici quasi sempre migliorano il dolore. Il trattamento può durare per diversi mesi, fino anche a due anni, prima che si possa vedere un miglioramento dei sintomi. La maggior parte delle persone si sente meglio dai 6 ai 18 mesi successivi al trattamento. Altre persone, invece, hanno bisogno della chirurgia per alleviare il dolore.

Sintomi della fascite plantare

Generalmente, questa lesione provoca dolore e rigidità nella parte inferiore del tallone.
Il dolore solitamente è accompagnato dai seguenti sintomi (nella parte inferiore del tallone):

  • Lieve gonfiore
  • Arrossamento
  • Sensibilità

Diagnosi per la fascite plantare

Al fine di diagnosticare una fascite plantare, si esamina la cartella clinica e si effettua una visita medica. Attraverso quest’esame si determina la fase in cui viene riscontrata la fascite plantare nel paziente. In seguito, lo specialista condurrà uno studio sul modo del paziente di appoggiare il piede per terra o sulla sua camminata e valuterà se l’infiammazione della fascia è associata proprio a tali fattori.

Quali sono le cause della fascite plantare?

Gli individui più soggetti alla fascite sono coloro che:

  • Praticano sport con molta frequenza
  • Sono affetti da obesità
  • Hanno il tendine di Achille teso
  • Presentano problemi nell’arco plantare

La maniera di appoggiare il piede è senz’alcun dubbio una della cause principali della fascite plantare.

Si può prevenire?

La fascite plantare si può prevenire, così come molte altre patologie associate ad un errato modo di appoggiare il piede a terra. Farlo nel modo scorretto può dar luogo a molti problemi, perciò si raccomanda agli sportivi di conoscere bene la conformazione del loro piede. Per questo è fondamentale recarsi dal podologo sportivo, affinché questi possa condurre uno studio proprio sulla modalità d’appoggio del piede. Oltre a ciò, verificare che la caviglia, il tendine di Achille e i muscoli del polpaccio siano flessibili, può aiutare a prevenire la fascite plantare. Anche distendere la fascia plantare la mattina, prima di alzarsi dal letto e fare attività fisica con moderazione, può essere d’aiuto.

Trattamenti per la fascite plantare

Esistono diversi trattamenti per questa patologia, ma la prima opzione che si sceglie è la terapia manuale, basata su massaggi della fascia, stretching e manipolazioni articolari, al fine di ristabilire il corretto movimento del piede e di tutte le sue strutture, eliminandone la tensione.
Altre tecniche più innovative sono l’infiltrazione di fattori di crescita, l’elettrolisi percutanea intra-tissutale (EPI) o le onde d’urto, che si sono rivelate molto efficaci nel trattamento della fase acuta.
Inoltre, la tecnologia offre sempre più strumenti per la realizzazione di plantari personalizzati con alto grado di precisione. La tecnica del PodoScan 3D (brevettato a livello mondiale) permette di ottenere un calco virtuale in 3D del piede del paziente, mediante laser.
In casi specifici, in cui nessuno dei trattamenti citati ha avuto successo, si dovrà ricorrere alla chirurgia della fascia plantare, che consiste nella rimozione totale o parziale del tendine o, nel caso di sperone calcaneare, nel raschiamento della calcificazione.

A quale specialista rivolgersi?

Uno specialista in Traumatologia può essere molto utile nella somministrazione del trattamento per la fascite plantare.

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