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Idrocefalo

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Creato: 13/04/2024
Editato: 22/08/2025

Che cos’è l’idrocefalo?

L’idrocefalo è l’accumulo di liquido cefalorachidiano nel cervello (idrocefalo significa acqua nel cervello). La funzione di questa sostanza, che circonda anche il midollo spinale, è proteggere il cervello, ma un suo eccesso esercita una pressione dannosa sul cervello stesso.

Questa patologia può insorgere quando il bambino è nell’utero per predisposizione genetica (congenita), al momento della nascita o successivamente (acquisita). È una patologia comune nei bambini affetti da mielomeningocele.

Idrocefalia

Prognosi della malattia

L’idrocefalo può provocare danni permanenti al cervello e problemi in termini di sviluppo fisico e mentale.

I pazienti che vengono trattati possono condurre una vita normale (sebbene con alcune limitazioni), ma se non viene trattata può essere mortale.

La prognosi migliore dell’idrocefalo si ha quando la malattia non è causata da un’infezione.

Sintomi dell’idrocefalo

L’idrocefalo può provocare:

  • Irritabilità
  • Convulsioni
  • Vomito
  • Sonnolenza
  • Sguardo apparentemente rivolto verso il basso

Nei bambini di età maggiore dà:

  • Mal di testa
  • Problemi di equilibrio
  • Vomito
  • Visione sfuocata
  • Nausea
  • Incontinenza
  • Problemi cognitivi e mnemonici

Inoltre, nei neonati questa patologia provoca la protrusione della parte molle della testa.

Diagnosi per l’idrocefalo

Per diagnosticare l’idrocefalo si esegue una tomografia computerizzata della testa, che può essere accompagnata da arteriografia, gammagrafia cerebrale con radioisotopi, ecografia del cranio, puntura lombare e radiografia.

Quali sono le cause dell’idrocefalo?

L’idrocefalo può essere causata da problemi genetici o da problemi al feto durante la gravidanza. I fattori alla sua base possono essere:

  • Blocco del flusso del liquido cefalorachidiano (LCR);
  • Mancato assorbimento del LCR nel sangue;
  • Eccessiva produzione di LCR da parte del cervello; quando ciò succede, il LCR esercita una pressione sul cervello stesso, spingendolo verso l’alto e danneggiando il tessuto cerebrale.

Si può prevenire?

Si può proteggere la testa del neonato da lesioni, così come evitare infezioni e altri disturbi legati all’idrocefalo.

Trattamenti per l’idrocefalo

Il trattamento dell’idrocefalo consiste nell’impianto di una derivazione, ossia un tubo flessibile ma resistente che devia il flusso del liquido ad altre parti del corpo dove può essere assorbito.

Altre misure complementari possono essere l’assunzione di farmaci, la rimozione delle parti del cervello che producono LCR e la riabilitazione.

A quale specialista rivolgersi?

Lo specialista che tratta l’idrocefalo è il Neurochirurgo.

Prof. Luca Massimi
Testo accreditato da: Prof. Luca MassimiNeurochirurgo a Roma
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