Isterectomia

Specializzazione di Ginecologia e Ostetricia

Che cos’è l’isterectomia?

Con il termine isterectomia si intende il trattamento chirurgico in cui viene rimosso l’utero. Essendo questo l’organo che accoglie l’embrione durante la gestazione, l’intervento rende impossibile qualsiasi possibilità di futura gravidanza e precluderà la comparsa delle mestruazioni mensili. In base alle patologie correlate, è possibile che durante l’isterectomia vengano rimossi anche le ovaie (ad esempio in presenza di cisti) e le tube di Falloppio: in questo caso dopo l’intervento la donna entrerà in menopausa.

Perché si esegue?

La laparoisterectomia si effettua nel caso di fibromi uterini di grandi dimensioni, di endometriosi pelvica diffusa, di malattia pelvica recidiva, tumore della portio e tumore dell’endometrio in fase iniziale.
La colpoisterectomia si esegue in presenza di prolasso uterino e di piccoli fibromi uterini che non rispondono alle terapie farmacologiche.

In cosa consiste?

L’isterectomia può essere eseguita per via addominale (laparoisterectomia) o per via vaginale (colpoisterectomia). 
L’intervento di laparoisterectomia dura tra i 45 e i 60 minuti e si effettua sotto anestesia totale. Alla donna, posta in posizione orizzontale, viene effettuata un’incisione cutanea di tipo trasversale, che offre vantaggi a livello estetico e a livello di complicanze rispetto a quella longitudinale; dopodiché si aprono gli strati della cavità addominale e si recidono i legamenti che fissano l’utero e la parete vaginale.
La colpoisterectomia dura circa 40 minuti e può essere eseguita con anestesia totale o spinale. In questo caso l’intervento avviene attraverso il canale vaginale e si effettua una piccola incisione sul collo dell’utero che verrà in seguito rimosso. 

Recupero postintervento

La convalescenza può durare dalle 4 alle 6 settimane, ma la dimissione dall’ospedale avviene dopo 4-5 giorni di ricovero. Nella fase post-operatoria potranno verificarsi perdite sierose o ematiche (entro le 2 settimane dall’intervento) ed è consigliabile evitare qualsiasi tipo di sforzo nelle prime 4 settimane dall’intervento. Sarà poi necessaria una visita di controllo, anche per la rimozione dei punti di sutura.

Trattamenti alternativi

Data l’invasività dell’intervento, a volte l’isterectomia può essere sostituita da altri trattamenti, come nel caso di mestruazioni emorragiche in cui si può ricorrere alla spirale medicata o all’ablazione. La spirale medicata è una spirale anticoncezionale che, rilasciando ormoni sintetici a livello dell’utero, riduce il rischio di fecondazione e l’abbondanza del flusso mestruale. L’ablazione, invece, brucia la mucosa dell’utero attraverso uno strumento apposito (ansa), riducendo così il sanguinamento: è un intervento che si esegue in anestesia generale e in Day Hospital, ma che garantisce un’efficacia a lungo termine.

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