Sostituzione di protesi

Che cos’è la sostituzione protesi?

Questo tipo di intervento chirurgico ha rappresentato indubbiamente un progresso nella medicina di tutti i tempi. Quando si parla di sostituzione protesica possiamo riferirci ad impianti applicati a livello del ginocchio-anca ma possono anche riferirsi a quelli di tipo mammario. In tutti i casi sopra citati la protesi va sostituita in seguito a varie dinamiche, tra cui: usura, complicazioni del paziente stesso, rottura (in caso di protesi al seno), necessità di fissazione dell’impianto, etc.

Perché si esegue?

Nel caso della sostituzione di protesi all’anca, l’intervento viene effettuato nel caso in cui il paziente sia affetto da artrosi, artrite reumatoide, trauma, necrosi del femore: condizioni che causano difficoltà di deambulazione fino all’immobilità del soggetto. Nel caso della sostituzione delle protesi mammarie, l’intervento è previsto quando vi è un’alterazione del profilo mammario in seguito alla contrattura capsulare o per via di una rottura protesica con fuoriuscita del silicone-gel. In entrambi i casi non esiste una “data di scadenza” della protesi, per questo motivo è sempre opportuno fare un controllo annuale per monitorare lo stato dell'inserto. Gli impianti agli arti possono fallire per varie ragioni, l’anatomia del paziente e lo stato della protesi verranno valutati al momento della diagnosi in cui il medico specialista consiglierà o meno l’esecuzione dell’intervento chirurgico.

In cosa consiste?

Nel caso degli impianti protesici dell’anca o del ginocchio l’intervento prevede la sostituzione dell’inserto usurato o parte dell’inserto. Nel caso dell’intervento di protesi mammaria, invece, siamo davanti alla sostituzione della protesi, comprese di capsula e l’inserimento contestuale delle nuove protesi che la paziente sceglie insieme al medico specialista.

Preparazione per la sostituzione protesi

Il medico fisserà una data per l’intervento, ma prima di tale data sarà necessario prescrivere diversi accertamenti; ciò servirà a verificare prima dell’intervento la presenza di altri problemi di salute, tra i quali il diabete o l’ipertensione, così da poterli curare preventivamente. Nel caso della sostituzione mammaria, l’unica preparazione è la prevenzione e un controllo annuale delle protesi mediante ecografia e ogni 5 anni mediante risonanza magnetica.

Recupero postintervento

La degenza operatoria per le protesi mammarie è di solito di 1-2 giorni.  L’intervento prevede dei drenaggi, cioè dei piccoli tubicini che vengono rimossi ambulatorialmente dopo 3-5 giorni. La guarigione delle ferite prevede in media una durata di 10-15 giorni. Il risultato della sostituzione è visibile fin da subito. Nel caso dell’intervento di protesi articolare è prevista la fisioterapia post-operazione che impegnerà il soggetto per almeno 2 o 3 mesi successivi all’intervento.

Trattamenti alternativi 

Esistono alternative alla chirurgia di sostituzione: nel caso delle protesi articolari, una tecnica è chiamata resezione articolare, questo tipo di operazione potrebbe portare a una diminuzione della funzione rispetto alla rimozione. Un’altra alternativa è conosciuta come fusione articolare, in questo caso il dolore può essere alleviato ma questo comporterà rigidità dell’arto. In ogni caso la maggior parte dei soggetti preferiscono l’intervento si sostituzione. È da menzionare il fatto che il non intervenire in modalità chirurgica potrebbe danneggiare la qualità dell’osso restante, la porzione di osso “sano” e quindi determinare ugualmente la condizioni per intervenire tramite chirurgia in futuro. Una diminuzione della mobilità mediante il supporto di bastone, stampelle o deambulatore potrebbe essere metodo per rimandare l’intervento chirurgico. Nel caso di infezioni e articolazioni infette, si potrebbe inoltre ricorrere agli antibiotici per contrastare i sintomi della malattia.

 

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