Test alla metacolina

Specializzazione di Allergologia

Che cos’è il test alla metacolina?

Il test alla metacolina, noto anche con il nome di provocazione bronchiale non specifica, è una procedura utilizzata principalmente per diagnosticare e stabilire la presenza di iperreattività bronchiale. L’iperreattività bronchiale consiste principalmente in una sensibilizzazione anomala delle vie aeree. La sensibilizzazione è causata da un aumento nell’ostruzione del flusso d’aria dopo che il paziente è stato sottoposto a stimoli specifici. Questo esame si dimostra uno strumento utile per l’individuazione dell’asma, e dura circa un’ora.

In che cosa consiste?

Il test consiste principalmente nell’effettuare una spirometria iniziale, accompagnata da altre spirometrie successive, dopo aver precedentemente inalato dosi crescenti di un farmaco broncocostrittore chiamato metacolina, che restringe i bronchi nelle persone sensibili. Per prima cosa viene effettuata una spirometria iniziale. Il paziente ispirerà quanto più possibile riempiendo d’aria i polmoni. Successivamente verrà posizionato un boccaglio tra le labbra del paziente, che espirerà soffiando con tutte le sue forze e trattenendo l’aria per almeno sei secondi. Questa procedura verrà ripetuta almeno tre volte. Verrà quindi somministrata la metacolina a dosi crescenti, e dopo ciascuna dose verrà effettuata una nuova spirometria. Se vi è un calo superiore al 20% rispetto alla spirometria iniziale, il test viene considerato positivo alla metacolina. Più bassa è la dose necessaria per scendere al 20%, maggiore è il grado di reazione bronchiale del paziente. Un test positivo conferma una diagnosi di asma.

Perché si esegue?

L’obiettivo principale di questo test è quello di escludere la diagnosi di asma, visto che solo in casi rari una persona affetta da asma presenta test negativi alla metacolina. Il test infatti è particolarmente utile nei casi in cui lo specialista sospetti la presenza di asma, sebbene il test spirometrico e la broncodilatazione appaiano normali.

Preparazione per il test alla metacolina

Prima di sottoporsi al test alla metacolina il paziente deve fornire alcune informazioni allo specialista e al personale ambulatoriale: per esempio, se ha mai mostrato segni di asma o se ha avuto un’infezione respiratoria nelle ultime sei-otto settimane. Inoltre, dovrà riferire se è stato sottoposto a vaccinazioni negli ultimi due mesi. La paziente dovrà inoltre comunicare un eventuale stato di gravidanza, se vi sono problemi cardiaci o se ha recentemente sofferto di orticaria. Il paziente deve inoltre evitare il consumo di determinate sostanze per un certo periodo di tempo:

  • Bevande con caffeina: da evitare almeno nelle sei ore precedenti
  • Tabacco: non fumare il giorno prima del test
  • Broncodilatatori per inalazione: dodici ore prima
  • Broncodilatatori per via parenterale: dodici ore prima
  • Borncodilatatori per via orale: quelli a breve azione almeno 18 ore prima e quelli ad azione prolungata almeno 48 ore prima

Che cosa si prova durante l’esame?

Il test alla metacolina è un esame che viene tollerato bene e che causerà poco disagio al paziente. L’unico disagio è il tempo impiegato per effettuare il test e la necessità di eseguire diverse spirometrie, che richiedono un certo sforzo.

Significato di risultati anomali

Il test alla metacolina può rivelare la presenza di asma bronchiale in un paziente. L’asma in sé è una malattia respiratoria caratterizzata dall’infiammazione cronica dei bronchi che provoca problemi respiratori, tosse, pressione toracica, etc.

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