10 falsi miti sulle infezioni delle vie urinarie

Autore: Dott. Gabriele Fontana
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Editor: Top Doctors®

Il Dott. Gabriele Fontana, esperto in Urologia a Torino, ci rivela quali sono le 10 credenze infondate sulla diagnosi e sul trattamento delle infezioni delle vie urinarie. Troppe volte, infatti, ai pazienti viene richiesta un’urinocoltura senza, però, dare un’indicazione appropriata, o viene somministrata una terapia antibiotica non necessaria

 

 

1) Colore, torbidità e odore delle urine

Il Colore, la torbidità e il cattivo odore delle urine non sono sufficienti per fare una diagnosi o per suggerire una terapia antibiotica.

2) Presenza di batteri nelle urine

La presenza di batteri nelle orine all’esame microscopico o in un’urinocoltura positiva, senza che il paziente presenti i sintomi tipici di un’infezione delle vie urinarie (aumento del numero delle minzioni, bruciori minzionali, tracce di sangue nelle urine, febbre), non è sufficiente per prescrivere un’immediata terapia antibiotica. Questo per due ragioni:

  • Il campione potrebbe esser stato contaminato;
  • Presenza di batteriuria asintomatica. Si tratta della presenza di batteri nelle urine, senza, però, che ci siano i segni evidenti di un’infezione delle vie urinarie. È una condizione riscontrabile in diversi tipi di paziente (donne in gravidanza, anziani, diabetici, portatori di catetere, in caso di tumori o calcoli, etc.). Una delle possibili cause possono essere le difese efficaci dell’organismo, che non permettono ai batteri di causare un’infezione. Oppure, può trattarsi di batteri non patogeni, ossia incapaci di produrre un’infezione.

3) Contaminazione del campione di urina

Se il campione risulta contaminato, l’analisi è da ripetere.

4) Analisi positiva all’esterasi leucocitaria

L’esterasi leucocitaria è un test utile ad indicare la presenza di globuli bianchi nel campione di urine. La positività a questo test non può bastare da sola a supportare una diagnosi di infezione urinaria se il paziente non presenta sintomi.

5) Presenza di globuli bianchi nel campione

La sola presenza di globuli bianchi non basta per supportare una diagnosi di infezione urinaria.

6) Presenza di nitrati nel campione

Il test dei nitriti serve ad identificare la presenza di batteri nelle urine. La sola positività a questo test non dev’essere usata per la diagnosi di infezione urinaria o per iniziare una terapia antibiotica in nessun tipo di pazienti. Il test, infatti, dev’essere accompagnato dalla presenza di segni clinici e sintomi da infezione delle vie urinarie.

7) Presenza di batteri o globuli bianchi nelle urine di pazienti portatori di catetere

Anche in questo caso, l’infezione urinaria è confermata solo in presenza di sintomi e segni clinici. La positività al test, da sola, non è sufficiente per prescrivere una terapia antibiotica.

8) Presenza di batteri nelle orine in pazienti senza sintomi

 La batteriuria asintomatica non stabilisce una diagnosi di infezione urinaria. Non si deve iniziare una terapia antibiotica nei pazienti che non presentano sintomi. Tuttavia, ci sono alcune eccezioni, come in pazienti in gravidanza e che abbiano subito una qualunque procedura urologica con possibilità di sanguinamento.

Bisogna ricordare che la batteriuria asintomatica non è associata, con evoluzione a lungo termine, alla pielonefrite, sepsi, insufficienza renale e ipertensione.

9) Paziente anziano

Nell’anziano le alterazioni dello stato mentale sono causate da molti fattori, non solo dalle Infezioni Urinarie.

10) Presenza di candida nelle orine dei pazienti portatori di catetere

La presenza di candida nelle orine dei pazienti con catetere è piuttosto comune e riflette una colonizzazione o un’infezione asintomatica. La terapia antibiotica, comunque, dev’essere prescritta solo in caso di sintomi d’infezione e in assenza di altre possibili cause.

La presenza di candida nelle urine di pazienti non portatori di catetere, invece, può dipendere da una contaminazione vaginale o esterna. La terapia antimicotica contro la candida va prescritta solo in caso di esame sicuramente corretto e nel caso il paziente presenti dei sintomi.

 

Ci sono, poi, delle considerazioni da fare. Abusare di farmaci antibiotici può causare effetti collaterali, anche gravi, e rende i ceppi batterici più resistenti ai farmaci. Gli antibiotici, poi, non sono farmaci adatti a trattare i sintomi di una patologia: sono farmaci preziosi, da prescrivere solo dopo un’attenta analisi dello stato del paziente. Troppo spesso, infatti, vengono prescritti per curare la batteriuria asintomatica.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Gabriele Fontana
Urologia

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