Articolazioni temporo-mandibolari: disordini e trattamenti

Autore: Dott. Gaetano Calesini
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Articolazioni temporo-mandibolari: disordini e trattamenti

Le articolazioni temporo-mandibolari (ATM) ci permettono di aprire e chiudere la bocca, deglutire e parlare. Una loro disfunzione può portare a una serie di disturbi spiacevoli. Ce ne parla il Dott. Gaetano Calesini, esperto in Odontoiatria a Roma

Che cos’è L’ATM?

L’articolazione temporo-mandibolare articola l'osso mandibolare con la base cranica; in particolare connette il condilo mandibolare con la fossa glenoidea del temporale. Tra i due capi ossei è interposto un disco di fibrocartilagine che raccorda le strutture ossee e si muove insieme al condilo. L’articolazione, contenuta in una capsula articolare, è ricoperta al suo interno da una membrana chiamata sinovia. La sinovia produce il liquido sinoviale che lubrifica i capi articolari permettendone il corretto funzionamento. 

Come Funziona l’ATM?

L’articolazione temporo-mandibolare è una delle articolazioni più complesse del corpo umano, e unisce la mandibola alla base del cranio. È un’articolazione doppia il cui corretto funzionamento permette di aprire e chiudere la bocca, di deglutire e di parlare, compiendo un movimento complesso di rotazione e traslazione migliaia di volte al giorno. 

Quali sono i disturbi dell’ATM?

Le patologie che colpiscono l’ATM sono denominate Disordini Cranio Mandibolari (DCM). Essi comprendono i disturbi che coinvolgono la muscolatura masticatoria (disordini extracapsulari), quelli dell’articolazione temporo-mandibolare e delle strutture associate (disordini intracapsulari), o ambedue. 

Quali sono i sintomi?

I sintomi associati ai disordini cranio mandibolari sono molteplici:

  • Dolore irradiato al viso, alla zona peri auricolare, al collo e alle spalle;
  • “Click “o crepitii durante l’apertura e chiusura della bocca; 
  • Limitazione nell’apertura della bocca;
  • Affaticamento dei muscoli del volto;
  • Cefalee muscolo tensive; 
  • Difficoltà nella masticazione o improvvisi disagi in chiusura, come se i denti superiori ed inferiori non “ingranassero” correttamente;
  • Acufeni e/o tinniti;
  • Vertigini.

Quali sono le cause?

È riconosciuto che i disordini cranio mandibolari abbiano un’origine multifattoriale. I fattori di seguito descritti possono quindi rappresentare, da un paziente all’altro, fattori predisponenti o scatenanti la patologia:

  • Incoordinazione condilo-meniscale;
  • Alterazioni strutturali delle superfici articolari;
  • Alterazioni flogistiche (ad esempio l’artrosi);
  • Malocclusioni dentali: i difetti di contatto fra i denti in fase di chiusura;
  • Parafunzioni: il digrignamento o il serramento dei denti; 
  • Apnee notturne.  

Come vengono diagnosticati i disturbi dell’ATM?

Poiché i sintomi dei DCM sono molteplici e possono essere comuni ad altre condizioni patologiche, come ad esempio la sinusite, l’accurata anamnesi medica e dentale del paziente, l’esame clinico e gli esami strumentali sono essenziali per una corretta diagnosi. Nel nostro studio vengono utilizzate tecnologie di ultima generazione che, unite all’esperienza e alle competenze cliniche, permettono di effettuare un’analisi gnatologica mirata alla risoluzione del problema.

Quali sono i trattamenti?

La terapia sarà impostata in base ai dati emersi dalla diagnosi. Usualmente il trattamento è basato sull’uso combinato di specifiche manovre fisioterapiche e placche occlusali. Sia il trattamento fisioterapico che la progettazione della placca occlusale sono strettamente correlati al tipo di patologia diagnosticata.

 

Dott. Gaetano Calesini
Odontoiatria

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