Generazione Z e identità di genere: sesso, genere e non binario
Nel gergo, gli adolescenti di oggi, cioè i ragazzi nati tra il 1997 e il 2012, costituiscono la cosiddetta Generazione Z, detta anche dei “nativi digitali”. Uno degli aspetti che li caratterizza è l’avere messo in discussione, rispetto all’identità e all’orientamento sessuali, quella “cultura binaria” che fino ad alcuni decenni fa aveva distinto nettamente il maschile dal femminile.
Alcune definizioni dell'epoca odierna
Alcune definizioni essenziali possono essere d’aiuto. Se col termine “sesso” si indica un’appartenenza biologica e genetica, maschio/femmina, il concetto di genere e di identità di genere sposta il riferimento sul piano dell’esperienza personale, psicologica, culturale e inevitabilmente del maschile e del femminile. La persona nasce maschio o femmina, ma lo status di uomo o di donna è il prodotto di un’introiezione di modelli socioculturali. Il genere è dunque un carattere acquisito e non innato. Ciò che comunemente si intende con identità di genere riguarda il senso soggettivo di appartenenza alle categorie di uomo o di donna, in altri termini la percezione di sé come uomo o donna.
Per quanto riguarda la fluidità di genere, il termine ‘non binario’ è un neologismo molto recente. È detto di persona che rifiuta il genere maschile o femminile e sente meglio rappresentata la propria identità di genere vivendo ed esprimendosi a volte come maschio, a volte come femmina, rifiutando cioè, alla base, lo schema binario del genere sessuale.

