HIV: un virus ancora da sconfiggere

Autore: Prof.ssa Antonella D'Arminio Monforte
Pubblicato:
Editor: Serena Silvia Ponso

Il virus dell’HIV è sempre più in aumento, tant’è che i dati dell’UNAIDS (Programma delle Nazioni Unite per l'AIDS/HIV) ci dicono che nel 2021 ci sono state 1,5 milioni di diagnosi in più. Sulle modalità di trasmissione e tanti altri aspetti della malattia ci dice di più la Prof.ssa Antonella D'Arminio Monforte, specialista in Malattie infettive

Quali sono le principali modalità di trasmissione dell'HIV e come possono essere prevenute?

Il virus dell’Immunodeficienza acquisita (HIV) è trasmissibile mediante il contatto di mucose con sangue o liquidi organici contenenti il virus (via parenterale inapparente) oppure con trasfusioni di sangue infetto. Nella pratica questo significa lo scambio di siringhe infette (abitudine comune tra gli utilizzatori di droghe per via endovenosa) o rapporti sessuali sia etero che omosessuali. La probabilità di trasmissione è più elevata se la carica virale nel sangue dell’individuo infetto è alta, però dipende anche dall’integrità della mucosa del ricevente. Inoltre, occorre tenere presente che alcuni liquidi organici, in particolare le secrezioni genitali maschili e femminili, possono contenere il virus, ma né feci né urine si sono dimostrati infetti.

Importante sottolineare che il virus NON si trasmette attraverso il bacio, le vie aeree, bere nello stesso bicchiere, stringere la mano e tutti i contatti che non prevedono scambio di sangue o liquidi organici infetti.

Bisogna anche evidenziare che le persone che stanno effettuando una terapia anti-HIV stabile e che non presentano il virus nel sangue (ciò si può valutare mediante la ricerca periodica di HIV-RNA nelle persone in terapia) NON possono trasmettere l’HIV ai loro partner. Questa è una acquisizione di qualche anno fa che riveste estrema importanza per le sue conseguenze: le persone in terapia, che la assumono correttamente, possono avere rapporti sessuali non protetti e concepire con il proprio partner che è HIV negativo.

Come si può prevenire l’HIV?

Il preservativo è importante, ma per i soggetti maggiormente a rischio si consiglia l’utilizzo della profilassi pre esposizione (PrEP), che consiste nell’assunzione di una compressa di antiretrovirali secondo determinate regole oppure presso strutture territoriali (check-point) o ancora presso gli ospedali che hanno reparti di malattie infettive.

 

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Quali sono i sintomi dell'infezione da HIV? Quali sono le fasi dell'infezione da HIV e come influiscono sulla progressione della malattia?

Non esistono sintomi esclusivi per l’infezione da HIV. Infatti, dopo qualche settimana dall’avvenuta trasmissione si può verificare una modesta sintomatologia non specifica (stanchezza, sindrome simil influenzale) o una sintomatologia più evidente, simile alla mononucleosi o ad altre infezioni virali. Raramente si ha un quadro grave all’esordio, con encefalopatia. Tali sintomi, se presenti, regrediscono poi spontaneamente nel giro di qualche settimana o mese, e si assiste successivamente a un periodo asintomatico più o meno lungo, di qualche anno; in tale fase il virus agisce distruggendo le cellule del sistema immunitario, e il soggetto è contagioso anche se asintomatico. Infine, se la infezione non viene diagnosticata e trattata, compaiono sintomi più o meno gravi legati alla immunodepressione fino alla vera e propria malattia, l’AIDS conclamata.

Quali test vengono utilizzati per diagnosticare l'HIV e quanto sono accurati? Quando è consigliabile fare un test?

Il principale test diagnostico è la ricerca degli anticorpi anti-HIV nel sangue, indice di una infezione in atto. Tale test, in ELISA, viene poi confermato dal laboratorio con un test più specifico che evidenzia i diversi anticorpi verso alcuni antigeni virali, il Western Blot, e che costituisce test di conferma dell’infezione. A completamento, la carica virale (HIV-RNA) viene effettuata per valutare la quantità di virus replicante in circolo, e la conta dei linfociti CD4 positivi indica il grado di immunodepressione raggiunto a causa di HIV.

Si consiglia di effettuare un test ogni qualvolta si è avuto un rapporto sessuale occasionale, a rischio o quando sono state assunte sostanze stupefacenti per via endovenosa con scambio di siringhe.
È bene anche eseguire il test in caso di patologie che indicano una, se pur modesta, immunodepressione (ad esempio una candidiasi orale, una infezione da Zoster in età under 60), malattie a trasmissione sessuale o epatiti virali; in caso di tumori solidi o sistema linfatico.

Quali sono i trattamenti disponibili per chi ha l’HIV?

Dal lontano 1987, anno in cui si è reso disponibile il primo farmaco antiretrovirale, la AZT (o zidovudina), sono stati fatti passi da gigante. Attualmente la terapia antiretrovirale comprende diverse classi di farmaci attivi contro il virus da usarsi in combinazione, spesso con un’unica pastiglia giornaliera. Bisogna però evidenziare che nessuno di questi farmaci distrugge il virus: ne impediscono solamente la moltiplicazione; di conseguenza la terapia non va interrotta, altrimenti la replicazione del virus riprende.

 

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Cosa dicono le linee guida attuali per l’HIV?

Dal 2015, a seguito di alcuni studi controllati, le linee guida indicano di iniziare la terapia a qualsiasi livello di immunodepressione, non appena viene fatta la diagnosi di infezione da HIV, con il duplice scopo di ritardare l’immunodepressione e la progressione dell’infezione nel soggetto infetto, e di ridurre la trasmissione dell’infezione ai propri partner sessuali.

Se la diagnosi di infezione da HIV viene fatta tardivamente, quando le conte dei linfociti CD4 positivi sono inferiori alle 200 cellule/mmc, occorre anche somministrare alcuni farmaci a scopo preventivo nei confronti di patologie infettive che potrebbero insorgere a causa della grave immunodepressione (polmonite da Pneumocysis jeroveci, toxoplasmosi cerebrale, etc).
La gestione della terapia antiretrovirale e delle profilassi deve essere effettuata da esperti infettivologi e la somministrazione di antiretrovirali è possibile solo in tali centri.

 

Per sapere di più sul virus dell’HIV, consulta il nostro Dizionario Medico.

Prof.ssa Antonella D'Arminio Monforte
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