Il timoma: la rara neoplasia del timo

Autore: Dott. Rolando Maria D'Angelillo
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il timo, un piccolo organo che si trova dietro lo sterno con la funzione di produrre i linfociti, particolari globuli bianchi che aiutano l’organismo a combattere le infezioni, può essere colpito da un tumore estremamente raro, detto timoma. Ne parla il Dott. Rolando Maria D'Angelillo, esperto in Radioterapia a Roma

Che cos’è un timoma?

I tumori del timo sono una neoplasia poco frequente (si stima circa 0.5 nuovi casi all’anno per ogni milione di abitanti), caratterizzata da un gruppo molto eterogeneo di sottotipi. Tra questi, il più frequente è il timoma, mentre il carcinoma timico è molto più raro ma anche più aggressivo. L'età media di insorgenza dei timomi è intorno ai 50 anni, anche se possono manifestarsi a qualunque età, con una uguale incidenza in entrambi i sessi. I timomi si evolvono in maniera imprevedibile: la malattia può rimanere indolente per lungo tempo oppure arrivare a neoplasie molto aggressive.

Come si manifesta?

La diagnosi di timoma è spesso occasionale, infatti si stima che almeno il 30% dei pazienti non presenta sintomi al momento della diagnosi. In alcuni casi il timoma è diagnosticato in seguito ad una malattia chiamata Miastenia Gravis. Questa malattia neuro-muscolare si manifesta con riduzione della forza e aumento della faticabilità muscolare, abbassamento involontario di entrambe palpebre (ptosi). Questi sintomi generalmente si manifestano in maniera più accentuata nel corso della giornata e peggiorano con lo sforzo fisico. Nel 10-15% dei pazienti con questi sintomi la causa può essere un timoma.

È possibile prevenire e curare il timoma?

Non ci sono ad oggi degli strumenti che possano prevenire l’insorgenza del timoma o riscontrarlo precocemente. Per fortuna, la malattia è in una buona parte di casi indolente, tanto da essere curabile con la sola chirurgia. Nei casi più aggressivi (carcinoma timico) o in pazienti non operabili è consigliato un consulto multi-disciplinare (più specialisti che insieme propongono il miglior trattamento per la singola persona) per poter stabilire il miglior approccio terapeutico che consiste nell’integrazione tra radioterapia e farmaci.

Dott. Rolando Maria D'Angelillo
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