In che modo l’odontoiatra può curare la cefalea?

Autore: Dott. Edoardo Bernkopf
Pubblicato:
Editor: Giulia Boccoli

La cefalea può essere legata a problemi dell’apparato masticatorio e per tale motivo l’odontoiatria è la persona di riferimento per risolvere questa patologia. Il Dott. Bernkopf, esperto in Odontoiatria a Roma spiega l’importanza del ruolo del dentista nell’identificazione delle cause della cefalea

Come vengono classificate le cefalee?

La cefalea, comunemente nota come mal di testa, è uno dei dolori più comuni tra gli esseri umani. La classificazione dell'International Headache Council individua 13 tipi di Cefalea, 4 “primarie”, cioè prive di una causa alla quale poterle riferire, e 9 secondarie ad altre patologie. Emicrania e Cefalea di Tipo Tensivo, classificate appunto fra le "primarie", fanno la parte del leone: si trovano ai punti 1 e 2 della classificazione internazionalmente riconosciuta, e costituiscono la stragrande maggioranza delle diagnosi emesse nei centri specialistici per cefalea. Al punto 11 fra le 9 cefalee "secondarie", ci sono quelle che derivano anche dalla bocca: vanno insieme ad altri 6 capitoli classificatori (“resto del mondo”), il che incide sulla già scarsa considerazione dell’argomento. Raramente il sospetto diagnostico di uno specialista in cefalee arriva lì senza fermarsi prima, anche perché non è facile orientarsi in una materia abbastanza complicata anche per gli specialisti direttamente interessati, cioè i dentisti: in questo capitolo rientrano anche le cefalee legate alla malposizione della mandibola e alle disfunzioni dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM). 

Perché è complicato effettuare una diagnosi corretta?

Da notare che le caratteristiche cliniche di una cefalea secondaria sono spesso molto simili a quelle di una primaria, per cui è probabile che questo argomento sia sottostimato. Non è chiaro, infatti, come venga sciolta la diagnosi differenziale fra una cefalea secondaria a malocclusione dentaria (la malocclusione riguarda epidemiologicamente l'80% di bambini e ragazzi, e a maggior ragione gli adulti che erano ragazzi nel dopoguerra, cioè quasi tutti) e una cefalea primaria, tensiva e emicranica in particolare. Spesso accade che con approccio odontoiatrico si possa trattare non già vere Emicranie o Cefalee Tensive, ma pazienti ai quali sono state assegnate queste diagnosi e che hanno invece una cefalea secondaria punto 11 sostenuta dall’occlusione e dall’ATM, e ai quali la diagnosi di Cefalea Primaria, Emicranica o Tensiva, è stata posta senza una preliminare diagnosi differenziale in tal senso.

Quali patologie possono far insorgere la cefalea che deriva dalla bocca?

Uno scorretto rapporto fra le arcate dentarie antagoniste (malocclusione), generando contatti dentari deflettenti, può comportare lo scivolamento della mandibola in posizioni scorrette, con conseguenti croniche contrazioni dei muscoli masticatori, che predispongono all’insorgenza della cefalea (che infatti un tempo veniva chiamata “muscolo tensiva”).

Come può intervenire il dentista?

Particolarmente importante è l'ispezione dell'apparato masticatorio dove, in pazienti cefalalgici, è frequente riconoscere la retrusione mandibolare (che i dentisti classificano “Seconda Classe di Angle”), il morso profondo, il morso incrociato monolaterale, tutti quadri occlusali che predispongono ad un'alterazione del tono dei muscoli masticatori, ad una malposizione della mandibola e a conseguenti atteggiamenti compensatori della colonna.
È da notare che anche gli effetti spesso devastanti della carie dentaria, la perdita precoce dei denti decidui con la conseguente migrazione di quelli permanenti, la perdita totale dei denti nell'anziano, unitamente all'intervento non sempre felice del dentista, possono creare assai spesso quadri occlusali atipici non facilmente classificabili, ma ugualmente predisponenti all’insorgenza di cefalea.
Viene dunque allestito un dispositivo intra-orale in resina acrilica, abitualmente chiamato “Bite” che, grazie alla presenza di "valli di riposizionamento mandibolare" opportunamente creati, costringe la mandibola a chiudere nella posizione prescelta, lasciandola libera di effettuare tutti i movimenti necessari ad una vita normale ma non quelli considerati patologici.
Nella posizione terapeutica così individuata, se si ottiene un netto miglioramento o la scomparsa delle cefalea, è necessario predisporre un piano di trattamento ortodontico, protesico o misto che, una volta giunto a compimento, consenta alle arcate dentarie di occludere rispettando la posizione terapeutica della mandibola, ripristinando stabilmente una corretta postura dell'intero sistema occlusale, muscolare e articolare.

Dott. Edoardo Bernkopf
Odontoiatria

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies