Neuromodulazione e Neuralterapia con anestetici locali

Autore: Dott. Claudio Dell'Anna
Pubblicato: | Aggiornato: 19/11/2018
Editor: Marta Buonomano

Cosa significa Neuromodulazione e a cosa serve la Neuralterapia con anestetici locali? Ce lo spiega il Dott. Claudio Dell’Anna, specialista in Neurologia a Roma ed esperto in Dolore

Che significa Neuromodulazione?

Il concetto iniziò a formarsi con la comparsa degli anestetici locali. La ricerca di risorse terapeutiche suggerì di sperimentarli in ogni circostanza ed essi si dimostrarono preziosi strumenti anestesiologici (per effettuare atti chirurgici senza dolore) e potenti armi terapeutiche: le stesse applicazioni anestesiologiche erano talora efficaci anche come terapia di numerose e varie malattie (non solo contro il dolore). Il breve effetto anestetico non spiegava i durevoli vantaggi e ci si convinse che gli anestetici locali bloccassero l’irritazione nervosa ritenuta alla base dei processi morbosi. In sostanza la Neuromodulazione è l’applicazione di strumenti che correggono le attività nervose coinvolte nelle malattie.     

Neuromodulazione: Storia della Medicina o interessante attualità?

Si tratta di entrambe poiché, fin dal suo esordio, l’impiego terapeutico degli anestetici locali esibì tale efficacia che da decenni è materia approvata nel mondo ed oggetto di insegnamento accademico. L’ingresso di nuovi farmaci non riuscì mai a escluderlo dal repertorio delle attività mediche e ciò rende l’idea dei grandi vantaggi che offre. Sono state introdotte altre modalità di Neuromodulazione ma l’uso terapeutico degli anestetici locali è tutt’ora materia attualissima. 

Cos’è la Neuralterapia?

A lungo queste terapie hanno previsto solo l’applicazione di “Blocchi Nervosi” (Regional Blocks), cioè iniezioni di anestetici locali su radici, tronchi, plessi e gangli nervosi. Successivamente i fratelli Huneke estesero il trattamento ai tessuti innervati (cute, muscoli, ossa, ecc.) e alle lesioni cicatriziali: avevano sperimentato quanto queste potessero suscitare nei nervi attività irritative a sostegno di numerose e varie condizioni morbose. La loro iniziativa si tradusse in una notevole estensione delle possibilità terapeutiche degli anestetici locali e quella nuova metodica di Neuromodulazione con anestetici locali divenne nota come Neuralterapia (o “Metodo Huneke”).

Con quale meccanismo d’azione gli anestetici locali possono curare realmente?

In Dolore Cronico sono descritti due pilastri a sostegno delle malattie croniche: la “sensitizzazione neuronale” e le interazioni neuro-immunologiche a “circolo vizioso”. La prima corrisponde ad un’eccitazione patologica del neurone dovuta all’aumentato ingresso del sodio: è provato che l’esposizione agli anestetici locali sollecita la riduzione dei canali attraverso cui entra il sodio e ciò induce la normalizzazione delle funzioni dei neuroni. I “circoli viziosi” sono invece configurazioni patologiche che sovente le attività neuro-immunitarie assumono allorché uno dei due fronti (nervoso o immunitario) si trovi in stato di costante attivazione (in questo senso la citata “sensitizzazione” neuronale è efficacissima). Tra i due sistemi si genera così una dinamica di reciproca eccitazione come il moto perpetuo dell’orologio a pendolo: quando gli anestetici locali bloccano la componente nervosa, anche per un tempo brevissimo, l’intera dinamica patogenetica si arresta (così come per bloccare l’oscillazione di una pendola basta semplicemente fermarla per pochi secondi tra le dita).

Quali malattie possono essere curate con la Neuralterapia?

Sono numerose e varie le malattie croniche fondate sul meccanismo prima illustrato ed è questo a rendere largo il ventaglio di indicazioni: innanzitutto il Dolore Cronico nelle sue tante forme, il Dolore Cervicale, le Lombalgie (Mal di Schiena), la Failed Back Surgery Syndrome (Sindrome da Fallimento della Chirurgia Spinale), il Dolore Pelvico Cronico, le Cefalee e le Emicranie, diversi tipi di Dolore Facciale, alcune forme di Fibromialgia, numerosi Disturbi post-traumatici e post-operatori (ritardo dei processi riparativi, rigidità articolare, disturbi circolatori distrettuali, retrazione tessutale, ecc.), disturbi gastrointestinali, stati infiammatori delle vie aeree, della prostata e delle vie urinarie. La Neuralterapia può essere utilmente associata a quasi tutte le terapie farmacologiche, a programmi riabilitativi e fisiokinesiterapici e a terapie manipolative.

 

Editor: Marta Buonomano

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Neurologia

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