Qual è la connessione tra l'emicrania e il ciclo mestruale?

Autore: Dott. Davide Borghetti
Pubblicato:
Editor: Serena Silvia Ponso

L'emicrania è una condizione caratterizzata da mal di testa intenso e pulsante, non di rado accompagnato da sintomi accessori come nausea, sensibilità alla luce e ai rumori. L’emicrania è più frequente nelle donne rispetto agli uomini, suggerendo un legame con il ciclo mestruale: questa connessione è determinata dalla risposta del corpo ai cambiamenti ormonali, in particolare alle fluttuazioni degli estrogeni. Approfondiamo l’argomento con il Dott. Davide Borghetti, specialista in Neurologia

Quali sono i cambiamenti ormonali durante il ciclo mestruale che possono influenzare l'insorgenza di emicrania?

Durante il ciclo mestruale si verificano continui e significativi cambiamenti ormonali, in particolare per quanto riguarda la concentrazione di estrogeni. Questi ormoni, la cui influenza sui sistemi vascolari e nervosi è ben nota, possono provocare una maggiore sensibilità o reattività dei centri del dolore nel cervello. La diminuzione degli estrogeni, specialmente durante la fase luteale, poco prima del flusso, è spesso il fattore scatenante degli episodi di emicrania.

Esistono differenze significative nei sintomi o nella gravità dell'emicrania nelle diverse fasi del ciclo mestruale?

Durante la fase pre-mestruale (poco prima della comparsa del flusso) e nei primi giorni del ciclo, quando i livelli di estrogeni scendono rapidamente, si sperimentano in genere emicranie più intense. Questi attacchi sono dunque caratterizzati da un dolore più forte e invalidante, con una maggiore durata e comparsa di sintomi aggiuntivi come nausea, ipersensibilità e tendenza all’isolamento. In alcune donne, questi sintomi possono essere accompagnati da disturbi dell'umore o irritabilità, che sono anch'essi sintomi ben noti e influenzati dalle fluttuazioni ormonali.

 

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Quali sono le opzioni di trattamento più efficaci per le donne che soffrono di emicrania legata al ciclo mestruale?

Le strategie per trattare l'emicrania legata al ciclo mestruale richiedono un approccio multimodale. Gli approcci non farmacologici, come il biofeedback, la meditazione, l'esercizio fisico regolare e, più in generale, le tecniche di gestione dello stress (yoga e la mindfulness) in alcuni casi possono portare sollievo o una riduzione dei sintomi. In altre pazienti, con l’aiuto dello specialista è possibile sviluppare un piano farmacologico personalizzato (continuativo o meno), che può includere l'identificazione e di possibili fattori scatenanti specifici.

Ci sono terapie specifiche o cambiamenti nello stile di vita che possono ridurre l'incidenza o la gravità delle emicranie legate al ciclo mestruale?

Certamente. È fondamentale, ad esempio, mantenere una buona qualità e regolarità del sonno, cosa che aiuta a regolare i ritmi circadiani/ormonali e può quindi ridurre la frequenza degli attacchi di emicrania. Anche la riduzione dello stress, attraverso tecniche di rilassamento e mindfulness, gioca un ruolo fondamentale tanto nella riduzione degli episodi di cefalea quanto nel contenimento di alcuni sintomi sistemici legati al ciclo mestruale. Si consiglia, infine, di mantenere una dieta equilibrata, senza particolari eccessi, evitando alimenti scatenanti quali caffeina, alcool e cioccolato.

In che modo la gestione dell'emicrania legata al ciclo mestruale può differire da quella delle emicranie non legate al ciclo?

La gestione dell'emicrania legata al ciclo mestruale richiede un approccio più mirato rispetto ad altre forme di cefalea. È essenziale per le donne monitorare attentamente il ciclo e gli attacchi dolorosi tenendo un diario della cefalea, così da individuare più facilmente eventuali correlazioni o modelli. Questo può aiutare nell’implementazione di strategie preventive, come l'adattamento dello stile di vita, l’igiene del sonno o, ancora, un’adeguata profilassi farmacologica personalizzata.

 

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Dott. Davide Borghetti
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