Rischi cardiovascolari: quali sono e come ridurli?

Autore: Roberto Pedrinelli
Pubblicato:
Editor: Claudia Serra

Il Prof. Pedrinelli Roberto, esperto in Cardiologia a Pisa, ci parla del rischio cardiovascolare, delle persone più esposte a questo tipo di rischio e dei metodi per riuscire a ridurlo

Cos’è il rischio cardiovascolare?

Con il termine Rischio cardiovascolare si intende la probabilità di sviluppare eventi cardiovascolari, misurata principalmente, paziente con medicoma non solo, in termini di nuovi infarti miocardici acuti ed ictus cerebrali in un arco di tempo predeterminato. A questo tipo di patologie è tuttora addebitabile la gran parte delle morti e disabilità nella nostra società, non solo a causa dei loro effetti immediati ma anche per le loro conseguenze a lungo termine. È il tipico caso dello scompenso cardiaco secondario ad un pregresso infarto miocardico.

Ci sono gruppi di popolazione esposti ad un rischio cardiovascolare più alto di altri?

Decenni di studi epidemiologici e clinici hanno consentito di identificare profili di rischio legati alla presenza di ipertensione arteriosa, diabete mellito, ipercolesterolemia, obesità/sovrappeso, sedentarietà ed abitudine al fumo di sigaretta. Ognuno di essi, singolarmente ed ancora di più quando associati, accelera frequentemente la comparsa di eventi cardiovascolari e ne rende più grave il decorso clinico. Per questo motivo, vengono definiti “fattori di rischio cardiovascolare”.

Si può ridurre il rischio cardiovascolare?

Certamente. Sappiamo ormai con certezza che il rischio cardiovascolare si riduce in modo sostanziale abolendo, quando presente, il fumo di sigaretta, riducendo il peso corporeo ed aumentando l’esercizio fisico. A questa strategia basata sulla modificazione degli stili di vita si devono comunque accompagnare appropriate terapie farmacologiche volte a normalizzare la pressione arteriosa sistemica, ridurre il colesterolo circolante e migliorare il controllo metabolico.

È necessario considerare che l’efficacia di questi tipi di strategie è simile nel maschio e nella femmina ed è rilevante nel soggetto giovane senza complicanze cardiovascolari, ma lo è ancora di più nel caso di pazienti anziani e con una storia di patologie cardiovascolari pregresse.

È importante fare riferimento ad uno specialista competente nel trattamento dei fattori di rischio cardiovascolare?

È fondamentale fare riferimento ad uno specialista esperto nel trattamento dei fattori di rischio cardiovascolare, un campo della patologia cardiovascolare che richiede esperienza clinica ed aggiornamento continuo, data la velocità con cui cambiano le linee guida su cui basare le scelte terapeutiche.

Quali altri fattori condizionano il successo di una terapia efficace nella prevenzione del rischio cardiovascolare?

Qualsiasi prescrizione farmacologica o indicazione terapeutica non funziona se il paziente non le segue in modo diligente e persistente nel tempo. Per questo motivo, la capacità dello specialista di motivare il paziente a seguire le sue indicazioni costituisce un fondamentale elemento di successo terapeutico. Il rapporto deve basarsi sulla costruzione di una leale e rispettosa relazione umana, proiettata a fornire un punto di riferimento stabile nel tempo.

Roberto Pedrinelli
Cardiologia

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