Termoablazione: l’intervento che cura il tumore bruciandolo

Autore: Prof. Ernesto Mazza
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Editor: Jennifer Verta

Il Prof. Ernesto Mazza, esperto in Radiologia a Firenze, ci illustra gli utilizzi ed i vantaggi della termoablazione per il trattamento dei tumori.

Cos’è la termoablazione? 

La termoablazione è un tipo di terapia locale dei tumori che consiste nel bruciare una lesione tumorale mediante l’utilizzo di una sonda. Le tecniche di termoablazione più frequentemente usate sono la termoablazione con radiofrequenza (RF), introdotta nella pratica clinica da più di 20 anni e la termoablazione con microonde (MW), di più recente introduzione. L’efficacia della termoablazione è stata dimostrata da numerosi studi tra cui uno studio clinico controllato randomizzato che ha confrontato la radiofrequenza associata a chemioterapia rispetto alla chemioterapia da sola, dimostrando che i pazienti trattati con chemioterapia e radiofrequenza hanno una sopravvivenza più lunga di quelli trattati solo con chemioterapia.

In che modo viene eseguita?

La termoablazione con RF o MW può essere eseguita per via percutanea, sotto guida ecografica o TAC, oppure per via laparoscopica o laparotomica, utilizzando come tecnica di guida l’ecografia intraoperatoria, metodica che ha un’elevata sensibilità nell’individuazione delle metastasi epatiche. Eseguire una termoablazione per via percutanea sotto guida ecografica o TAC, vuol dire che si inserisce la sonda da termoablazione come se fosse un ago, senza bisogno di fare tagli con il bisturi e l’avanzamento della sonda nei tessuti viene seguito con l’ecografia o con la TAC. Il paziente che si deve sottoporre ad una termoablazione deve parlare prima con il radiologo interventista che eseguirà l’intervento percutaneo per valutare l’interruzione di eventuali terapie anticoagulanti o antiaggreganti e deve eseguire gli esami propedeutici all’intervento.

Quando è indicata?

La termoablazione con radiofrequenza o con microonde è indicata per i pazienti che presentano controindicazioni all’intervento chirurgico, in caso di persistenza di lesioni dopo una o più resezioni, in caso di ricrescita sui margini lesionali, nelle recidive dopo terapie ablative. Essa, inoltre, può essere impiegata nello stesso paziente in associazione ad interventi chirurgici di resezione epatica. L’ablazione con RF o MW secondo alcune ricerche può essere alternativa alla chirurgia nelle metastasi epatiche solitarie di dimensioni inferiori a 3 cm soprattutto in caso di piccole lesioni che necessitano di ampie resezioni epatiche come le metastasi interlobari. Nelle metastasi epatiche multiple bilobari l’approccio combinato chirurgia con radiofrequenza è potenzialmente curativa. La resezione epatica associata all’ablazione con RF dopo chemioterapia è una terapia sicura con basso tasso di recidiva locale ed è risultata efficace nei pazienti con metastasi epatiche da cancro del colon retto inizialmente non operabili.

Quali sono i benefici della termoablazione?

Il beneficio principale della termoablazione è la guarigione del tumore in seguito alla sua distruzione. Gli organi che vengono trattati con la termoablazione sono principalmente: fegato, polmoni, ossa, reni, ma anche altri organi e strutture possono essere trattati con termoablazione previa valutazione del radiologo interventista. I criteri di esclusione al trattamento con termoablazione sono rappresentati da: presenza di malattia diffusa, lesioni troppo voluminose, numero di lesioni troppo grande, trombosi portale neoplastica, gravi coagulopatie non correggibili. Una recente metanalisi su 95 serie pubblicate ha dimostrato che il tasso di complicanze del trattamento di termoablazione con radiofrequenza è dell’8,9%. Le complicanze più comuni sono: emorragia (1,6%), infezioni (1,1%), lesioni delle vie biliari (1%). La mortalità legata alla procedura è virtualmente nulla (0-0,5%).

Prof. Ernesto Mazza
Radiologia

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