Trattamenti per il tumore alla prostata

Autore: Prof. Giovanni Di Lauro
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Editor: Top Doctors®

Il tumore alla prostata è uno dei tumori più diffusi negli uomini. Solitamente si sviluppa dopo i 50 anni; è importante, quindi, sapere quali sono i suoi principali trattamenti. Ne parla il Prof. Giovanni Di Lauro, esperto in Urologia a Napoli

Come scegliere il trattamento?

Molti sono i trattamenti per il tumore alla prostata: tutti presentano benefici ed effetti collaterali precisi. Un’accurata analisi delle caratteristiche del paziente (età e aspettativa di vita) e della malattia (basso, intermedio o alto rischio) consentirà all’urologo di consigliare la strategia migliore e di concordare la terapia anche in base alle preferenze del paziente.

Il watchfulwaiting

In alcuni casi, soprattutto nei pazienti anziani o con altre malattie gravi, o nei casi di piccoli tumori e con basso rischio, si può decidere di non mettere in pratica nessun tipo di terapia e “aspettare”: è quello che in inglese viene chiamato watchfulwaiting, ossia una “vigile attesa” che non prevede trattamenti, ma solo frequenti controlli come il PSA, l’esame rettale o la biopsia, che permettono di tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia e verificare eventuali cambiamenti che facciano prendere in considerazione un intervento.

La terapia attiva

Quando si parla di terapia attiva, invece, la scelta ricade la maggior parte delle volte sulla chirurgia radicale, ossia la prostatectomia radicale. Questa prevede la rimozione dell’intera ghiandola prostatica e dei linfonodi della zona vicina al tumore; viene considerata un trattamento curativo se la malattia risulta confinata nella prostata.
Grazie agli incredibili miglioramenti degli strumenti chirurgici, oggi l'intervento di rimozione può essere realizzato con il metodo classico, ossia la prostatectomia radicale retro pubica aperta, per via laparoscopica, o attraverso la laparoscopia robot-assistita.
Oggigiorno i robot che servono per praticare gli interventi sono sempre più diffusi, anche se studi recenti hanno comprovato che i risultati dell’intervento robotico e di quello classico hanno lo stesso valore nel tempo: non c’è quindi una reale preferenza a eseguire l’intervento tramite robot.

Oltre l’intervento di rimozione…

Per i tumori in stadi avanzati, solo l’intervento spesso non riesce a eliminare definitivamente la malattia; si riscontra quindi la necessità di associare a questo alcuni trattamenti come la radioterapia o la ormonoterapia.
Per la cura del tumore alla prostata si è comprovato che anche la radioterapia a fasci esterni è efficace nei tumori a basso rischio, con risultati simili a quelli della prostatectomia radicale.
Un’altra tecnica di radioterapia che sembra essere molto efficace, è la brachiterapia, ossia l’inserimento nella prostata di piccoli “semi” che rilasciano radiazioni. Quando il tumore si trova in stadio metastatico, a differenza di quello che accade in altri casi di tumori, la chemioterapia non è la prima soluzione che si sceglie, ma si preferisce invece una terapia ormonale. Questa ha il fine di ridurre il livello di testosterone, l’ormone maschile che stimola lo sviluppo delle cellule tumorali, ma che causa anche effetti collaterali come:

  • Calo o l’annullamento del desiderio sessuale
  • Impotenza
  • Vampate
  • Aumento di peso
  • Osteoporosi
  • Perdita di massa muscolare
  • Stanchezza

Le nuove terapie

Fra le terapie locali ancora in fase di sperimentazione troviamo la crioterapia, ossia l’eliminazione delle cellule tumorali con il freddo, e gli HIFU, cioè ultrasuoni focalizzati sul tumore. Sono inoltre in via di valutazione già avanzata:

  • Vaccini che portano il sistema immunitario a combattere contro il tumore e a distruggerlo
  • Farmaci anti-angiogenici che bloccano la nascita di nuovi vasi sanguigni evitando che il cancro riceva il nutrimento necessario per svilupparsi ulteriormente
  • Farmaci come Abiraterone e Enzalutamide, che agiscono sul blocco dei recettori per il testosterone prodotto dal tumore stesso, in quelle forme che nonostante l’uso degli anti androgeni, presentano progressione di malattia. 

Prof. Giovanni Di Lauro
Urologia

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