Microchirurgia dell'osso temporale

Specializzazione di Otorinolaringoiatria

Cos’è la microchirurgia dell’osso temporale?

La microchirurgia dell’osso temporale è un intervento a un osso del cranio, parte della sua parete laterale e della sua base, che costituisce due terzi della fossa cranica media e un terzo della fossa posteriore. Ufficialmente l’osso temporale ha solo tre parti: parte squamosa, parte mastoidea e parte petrosa. Per poterlo descrivere in modo migliore si aggiungono due parti: parte timpanica e apofisi stiloidea (parte stiloidea), arrivando così a cinque parti.
Le funzioni dell’osso temporale sono:

  • Proteggere l’encefalo e gli organi uditivi
  • Fornire una parte delle superfici articolari per l’articolazione temporo-mandibolare
  • Costituire parte della regione temporale e della fossa temporale

Dato che contiene varie cavità e recessi relazionati con l’udito (come la cavità timpanica o la tromba di Eustachio), è un osso che ha un grande legame con varie patologie dell’udito, come il tinnito o fischio alle orecchie (acufene), le vertigini e la sindrome di Menière.

Perché si esegue?

Un intervento di microchirurgia all’osso temporale può essere necessario a causa di una patologia dell’orecchio o di un trauma all’osso temporale. In effetti, le fratture sono le lesioni più frequenti. Se non è possibile visualizzare correttamente la frattura, esistono alcuni segni indiretti che possono aumentare il sospetto: presenza di parti molli nelle celle mastoidee o nella casa timpanica e di aria in luoghi non abituali. La catena di ossicini dell’orecchio può andare incontro a lesioni per lussazioni o fratture, fatto che verrà studiato tramite tomografia computerizzata.
Anche se i traumi al cranio sono le cause più comuni di lesioni all’osso temporale, queste possono anche essere la conseguenza di impatti diretti, corpi estranei o ferite penetranti. Normalmente la frattura dell’osso temporale avviene in seguito a un forte trauma, perciò è comune l’associazione con altre fratture al cranio.

In cosa consiste?

La dissezione dell’osso temporale è un intervento chirurgico complesso eseguito da otologi, neurotologi e specialisti che si dedicano alla chirurgia di orecchio e cranio. Sono fondamentali abilità chirurgica e conoscenze anatomiche adeguate, per gestire le patologie che colpiscono l’osso nel modo corretto. Infatti, esistono differenti procedimenti chirurgici in base al problema da affrontare, alcuni dei quali sono:

  • Mastoidectomia semplice: eliminazione delle cellette mastoidee, ossia degli spazi vuoti e pieni d’aria che si trovano nel cranio dietro l’orecchio. Nella maggior parte dei casi, il disturbo è causato da un’infezione all’orecchio che si diffonde all’osso del cranio circostante.
  • Timpanotomia posteriore: apertura del seno facciale tramite mastoidectomia per mettere in comunicazione l’orecchio medio con la mastoide. È la chirurgia delle cavità posteriori dell’orecchio. Permette l’accesso diretto e il trattamento dei processi patologici situati in queste cavità, ma anche di accedere ad altre cavità, come l’epitimpano e la cassa del timpano.

Preparazione per l’intervento

In base all’intervento da realizzare lo specialista richiederà un certo tipo di preparazione. È necessario eseguire previamente una tomografia computerizzata, perché lo specialista possa studiare la profondità e la tipologia della lesione. Una volta ottenuta la diagnosi, lo specialista in otorinolaringoiatria stabilisce la preparazione che il paziente dovrà seguire.

Recupero postintervento

Dopo l’intervento saranno necessarie alcune cure. Non bisogna dimenticare che la zona in questione è delicata, dato che comprende il cranio e una serie di ossa fragili, come quelle che costituiscono le strutture uditive. Sarà lo specialista in otorinolaringoiatria a raccomandare le migliori cure post-operatorie in ciascun caso.

Trattamenti alternativi

La ricerca di tecniche poco invasive avanza continuamente, e il campo della chirurgia dell’osso temporale non fa eccezione. Si tratta di una regione estremamente delicata, con molte terminazioni nervose e strutture molto sensibili, perciò ridurre al minimo l’invasività delle operazioni sarà un aspetto positivo.

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