Protesi peniena

Specializzazione di Andrologia

Che cos’è la protesi peniena?

La protesi peniena è l’inserzione di un dispositivo all’interno del pene che permette di ottenere l’erezione anche nei pazienti che soffrono di grave disfunzionalità erettile.

Vi sono due tipi di protesi peniene (o del pene):

  • Protesi malleabili (o non idrauliche): sono formate da due cilindri che vengono collocati nel corpo cavernoso. Questi impianti rendono il pene parzialmente rigido in modo permanente.
  • Protesi idrauliche: queste sono composte dai due cilindri (come nel caso delle protesi malleabili), da un serbatoio inserito dietro al pube, e da una pompa impiantata nella sacca dello scroto; il tutto è connesso attraverso dei tubicini che servono per il passaggio di una soluzione fisiologica. Il paziente può attivare l’erezione premendo un semplice pulsante posizionato sulla pompa; così facendo, l’impianto idraulico viene avviato e il liquido si sposta dal serbatoio ai cilindri dentro al pene, determinando l’inturgidimento dello stesso.

Pochissimi pazienti oggi scelgono di avvalersi della protesi peniena, spesso perché hanno dei dubbi sul funzionamento del dispositivo. Di seguito la risposta ad alcune delle domande più comuni:

  • L’operazione comporta un danneggiamento del sistema nervoso? No: il pene resterà sensibile.
  • La protesi è visibile? No; la sua presenza non viene notata dall’esterno.
  • Chi si sottopone a questo intervento potrà eiaculare dopo l’operazione? Sì; il paziente potrà eiaculare, avere orgasmi e concepire.
  • La protesi causa problemi urinari? No.
  • Quanti anni dura? La protesi può durare fino a 15 anni; in seguito sarà necessario sostituirla.

Perché si esegue?

I trattamenti da provare prima di scegliere di innestare la protesi sono i seguenti:

  • Assunzione di farmaci che stimolano l’erezione;
  • L’iniezione di composti vasoattivi nel pene.

Chi soffre delle seguenti condizioni spesso non riesce a risolvere l’impotenza solo grazie alle terapie indicate sopra:

  • Disfunzione erettile;
  • Malattie cardiache, diabete e altre patologie metaboliche o cardiovascolari che impediscono al sangue di accedere ai vasi sanguigni del pene;
  • Chi ha subito una prostatectomia (asportazione della prostata) in seguito a tumore alla prostata e chi si è sottoposto a un intervento chirurgico per rimuovere altri tipi di tumori (per esempio alla vescica o al retto): molto spesso questi pazienti durante l’operazione subiscono la recisione dei nervi che permettono l’erezione e per tale motivo diventano impotenti.

In questi casi, laddove le altre terapie hanno fallito, spesso la protesi peniena si rivela essere la soluzione più efficace.

In cosa consiste?

Durante l’operazione viene effettuata un’incisione tra lo scroto e il pene, attraverso la quale viene inserita la protesi.

L’intervento dura un’ora e mezza o due ore e viene fatto in anestesia generale o spinale; la convalescenza in ospedale è di un paio di giorni.

Recupero postintervento

L’intervento lascia una cicatrice di piccole dimensioni alla base del pene, che risulta quasi invisibile.

Si può riprendere l’attività sessuale dopo circa un mese o un mese e mezzo dall’operazione.

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