Rilascio miofasciale

Specializzazione di Fisioterapia

Che cos’è il rilascio miofasciale?

Il rilascio miofasciale è un tipo di terapia manuale eseguita da fisioterapisti e massaggiatori. Viene spesso utilizzato nel trattamento del dolore, sia cronico che acuto a seguito di infortunio.

Gli specialisti del rilascio miofasciale sostengono che la tecnica è in grado di trattare una serie di condizioni, tra cui sciatica, tinnito, scoliosi e fibromialgia. Tuttavia, non esistono evidenze sufficienti che consentano di stabilirne in modo definitivo l’efficacia, motivo per cui il rilascio miofasciale viene classificato come trattamento alternativo o complementare nel Regno Unito.

Che cosa comporta?

Inizialmente il terapeuta valuterà il paziente cercando nella fascia, un tessuto connettivo che si trova in tutto il corpo, i punti che appaiono tesi o sciolti. La teoria alla base del rilascio miofasciale è che parti della fascia possono diventare tese a causa di lesioni o di una condizione di salute, e che tale tensione può provocare dolore o limitare i movimenti. Un terapista esperto di rilascio miofasciale si propone di trovare tali punti di tensione e di esercitarvi pressione fino a quando questi non si “rilascino”.

La maggior parte delle sedute dovrebbe durare circa un’ora, ma per i pazienti affetti da dolore cronico una seduta può durare fino a tre ore. Molte cliniche raccomandano sedute settimanali e un minimo di sei sedute.

Alternative al trattamento

Nella maggior parte dei casi il rilascio miofasciale rappresenta un trattamento a basso rischio che, di solito, può essere utilizzato in combinazione con un altro trattamento medico esistente per la condizione.

Tuttavia, la terapia del massaggio in genere non è raccomandata per le persone con:

  • Fratture ossee
  • Ossa deboli (a causa di condizioni come l’osteoporosi)
  • Condizioni del circolo venoso profondo, come la trombosi venosa profonda (TVP)
  • Una condizione cardiaca che prevede l’assunzione di farmaci per fluidificare il sangue
  • Ustioni o ferite
  • Condizioni respiratorie gravi

Infine, dato che non esistono prove sufficienti a sostegno dell’efficacia diretta del rilascio miofasciale nel trattamento delle condizioni muscolo-scheletriche o infiammatorie, come l’artrite, è importante continuare a seguire il trattamento clinico raccomandato dal proprio medico.

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