Curare il tumore cerebrale con la Radiochirurgia

Autore: Prof. Vittorio Donato
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Editor: Top Doctors®

Il Prof. Donato, esperto in Radioterapia a Roma, ci parla delle diverse tipologie di radioterapia e radiochirurgia oggi disponibili per trattare i tumori celebrali e come è possibile agire in caso di recidive.

Come si classificano i tumori maligni celebrali?

I tumori maligni cerebrali possono essere classificati in basso ed alto grado:

  1. Basso grado: sono tumori che non crescono rapidamente, alcuni possono essere indolenti
  2. Alto grado: sono tumori altamente aggressivi che crescono velocemente e che purtroppo presentano una bassa percentuale di sopravvivenza Oggi, grazie alle innovazioni tecnologiche che hanno portato ad un miglioramento dell’approccio sia chirurgico che radioterapico, questa percentuale è molto aumentata. In tale contesto, vi è stata inoltre una sinergia con le terapie farmacologiche oncologiche, anche biologiche, che hanno ulteriormente aumentato tale sopravvivenza
  3. Un discorso a parte è da considerarsi per la metastasi cerebrali. Anche qui, sia la chirurgia che la radioterapia in poche frazioni, riescono ad eradicare le lesioni secondarie cerebrali. E’ importante sottolineare come, con l’attuale “cronicizzazione” della malattia oncologica extra-cerebrale da parte della terapia farmacologica, il controllo delle lesioni metastatiche cerebrali assume una importanza vitale

A fianco dei tumori primari maligni esistono anche dei tumori benigni che necessitano di trattamento qualora crescano oppure siano situati in siti cerebrali critici per le funzioni vitali.

La radioterapia si adatta in base alla patologia?

In generale i può dire che gli schemi radioterapici vengono applicati in base alle caratteristiche, dimensioni e sito del tumore oltre naturalmente alle condizioni cliniche del paziente.

  • La radioterapia tradizionale dei tumori maligni primitivi dell’encefalo dopo l’intervento chirurgico viene eseguita generalmente in 30 frazioni a prescindere dalla tecnica utilizzata
  • La radioterapia ipofrazionata (o stereotassica) si esegue in poche frazioni, generalmente sino ad un massimo di 5 frazioni e viene scelta generalmente per tumori secondari di piccole dimensioni
  • La radiochirurgia si esegue in una sola seduta o frazione di terapia radiante. È indicata per tumori maligni di piccole dimensioni o benigni in sede critica come alternativa all’ approccio chirurgico. Un'altra possibilità della radiochirurgia comprende anche la patologia cerebrale funzionale o nelle malformazioni vascolari

Le tecnologie a disposizione della radiochirurgia

La radiochirurgia viene scelta nel momento in cui si vuole sottoporre il paziente ad un trattamento risolutivo cioè con lo scopo di eradicare completamente la malattia. Si effettua in una sola frazione ed agisce sul tumore come un intervento chirurgico. Le tecnologie più specifiche per una corretta radiochirurgia sono apparecchi quali la Gamma Knife e la CyberKinfe. La prima si effettua con un macchinario chiuso (simile a quello della TAC) dove viene posizionato un paziente a cui si pone un casco coassiale con la macchina stessa: con questo macchinario si eroga una dose di radiazione che può arrivare al tessuto cerebrale da irradiare attraverso numerosi fasci di radiazioni. Il CyberKnife, invece, consiste in un robot che gira intorno al paziente erogando sempre tanti fasci di radiazioni. Questo macchinario è nato inizialmente per trattare le patologie della colonna e del midollo spinale, tumori rari e difficili da curare. Entrambi i trattamenti risultano essere efficaci perché permettono di erogare alte dosi di radiazioni con molta precisione, colpendo così solo la zona interessata dal tumore.

Cosa succede se il tumore si ripresenta?

Per paura degli effetti tardivi sul paziente ed anche per le scarse conoscenze radiobiologiche in passato, non veniva contemplata la possibilità di poter effettuare la radioterapia su di una zona già in precedenza radiotrattata.

Negli ultimi anni, invece, è nato e si è sviluppato il concetto di re-irradiazione, ovvero la possibilità di erogare radiazioni sullo stesso punto in cui si era già somministrata in precedenza. Questo nuovo concetto ha allungato di molto la sopravvivenza dei pazienti affetti da tumori cerebrali ed è indicato nei casi di ricomparsa o recidive di piccoli tumori anche in seguito a radioterapia o ad intervento chirurgico.

È tuttavia da sottolineare che i rischi della reirradiazione sono molto alti e per questo motivo il medico dovrà valutare bene il rapporto rischio/ beneficio.

Gli obiettivi futuri

Negli ultimi anni vi è stato un enorme progresso nella cura dei tumori cerebrali. Oggi abbiamo numerose armi a nostra disposizione sia chirurgiche, radioterapiche o farmacologiche. Sono presidi estremamente efficaci ma che vanno integrate correttamente. Numerosi e diversi studi si stanno effettuando in tale direzione specie sulla radioterapia stereotassica ed immunoterapia ed occorre continuare su questa strada per poter offrire ai nostri pazienti terapie sempre migliori ed efficaci.

Prof. Vittorio Donato
Radioterapia

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