Fistola anale: è possibile curarla?

Autore: Prof. Vincenzino Filingeri
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

La fistola (dal latino “fistula”, dotto) è una comunicazione anomala tra due organi o strutture interne o con la superficie corporea. Il Prof. Vincenzino Filingeri, esperto in Proctologia a Roma, ci aiuta a capire meglio

Cos’è una fistola anale?

Nel caso della fistola anale, si tratta di una comunicazione, o meglio di un canale, che si forma tra l’ultimo tratto dell’intestino e leFondoschiena ragazza parti vicine o la cute esterna della regione perianale. Generalmente è la conseguenza di ascessi pregressi, e pertanto l’ascesso e la fistola possono essere considerati due stadi differenti della stessa patologia. In alcuni casi, tuttavia, la fistola può essere secondaria ad altre patologie, tra le quali le malattie infiammatorie croniche dell’intestino (morbo di Crohn, retto colite ulcerosa), la diverticolite e le neoplasie del tratto anale.

Quali sono i sintomi?

Nella maggior parte dei casi la fistola si manifesta con dolore, bruciore, prurito e talvolta anche febbre. Ma spesso la sua insorgenza è clinicamente silente o con sintomi lievi che vengono sottovalutati dal paziente. Con il progredire della malattia i sintomi tendono a diventare più evidenti e fastidiosi, soprattutto durante la defecazione che si associa, spesso, a dolore progressivamente sempre più intenso ed anche alla perdita di materiale purulento attraverso un piccolo orifizio presente in prossimità dell’ano che presenta l’aspetto di un foruncolo. Altre volte la presenza di pus viene osservata nella biancheria intima. Nelle fasi più avanzate può insorgere dolore pelvico più persistente.

Come si arriva alla diagnosi?

Il canale fistoloso può essere estremamente variabile per lunghezza e decorso e può interessare in modo più o meno importante l’apparato sfinterico. La diagnosi deve essere quindi precisa e tempestiva mediante un’accurata visita proctologica integrata, se necessario, con esami strumentali quali l’anoscopia, la risonanza magnetica della zona perianale e perirettale, l’ecografia transrettale con sonda rotante e la Rettosigmoidocolonscopia, quest’ultima per escludere altre patologie causa di fistole.

Si può curare con terapie mediche?

La fistola anale non può guarire spontaneamente e la terapia è esclusivamente chirurgica. L’antibiotico-terapia, locale o generale, può solo rallentare l’evoluzione della malattia. L’intervento chirurgico delle fistole superficiali consiste nella sfinterotomia (incisione del tramite fistoloso e drenaggio) o nella sfinterectomia (asportazione del tessuto interessato), e può essere eseguito in regime ambulatoriale o di day surgery. Se invece sono interessate le strutture dello sfintere, può essere necessario un intervento in più tempi, eseguito da mani esperte per non compromettere la funzione della continenza. Quando la fistola è secondaria ad altre patologie è necessario intervenire anche con le terapie specifiche.

Prof. Vincenzino Filingeri
Colonproctologia

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