Implantologia: tutto quello che devi sapere

Autore: Prof. Umberto Esposito
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L’implantologia è una procedura chirurgica che viene effettuata nei casi di edentulie (mancanza di denti), parziali o totali. Ne parla il Prof. Umberto Esposito, esperto in Odontoiatria a Napoli.

Cos’è l’implantologia?

L’implantologia è la riabilitazione estetica e funzionale di edentulie (mancanza di denti) parziali o totali con impianti, ovvero con viti in titanio che fungono da “radici artificiali”, a supporto di denti artificiali in vari materiali, che riproducono fedelmente l’anatomia, e quindi l’estetica e la funzione di elementi dentari naturali.

Quando è necessario ricorrere ad un impianto?

Oggi è sempre più frequente il ricorso agli impianti per la predicibilità delle tecniche chirurgiche, ormai routinarie e dei materiali sempre più affidabili. Inoltre è la più biologica delle tecniche di riabilitazione, giacché, una volta ottenuta l’osteointegrazione della vite all’osso (in media 8-12 settimane) e caricato il manufatto protesico, il risultato ha altissime percentuali di predicibilità e di durata nel tempo, evitando dunque di limare gli elementi dentari vicini per una tradizionale riabilitazione con ponte fisso ed un prezzo biologico intuitivamente più alto da pagare. Il materiale che normalmente si utilizza è il titanio di classe 5. Metallo altamente sperimentato e biocompatile, che viene utilizzato sia per le fixture (altro termine per definire l'impianto dentale) che per i monconi di sostegno dei nuovi elementi dentari. Vengono utilizzate anche le ceramiche che oggi possono essere “integrali”, cioè “metal free”; sono ceramiche senza anima metallica ma con un grado di resistenza elevatissimo ed un alto valore estetico. Addirittura i monconi possono essere confezionati in zirconio in modo da garantire la rifrazione, “il passaggio”, della luce e di conseguenza un migliore risultato estetico.

Ci sono controindicazioni legate all’età?

Non esistono controindicazioni relative all’età. Naturalmente i pazienti vanno accuratamente esaminati e dopo un’attenta anamnesi e valutazione clinica e radiografica possono essere sottoposti a chirurgia implantare. Le controindicazioni sono assolute e relative, sono più che altro quelle che possono condizionare il trattamento o compromettere la durata nel tempo:

  • Intolleranze e/o allergie a farmaci o materiali collegati al trattamento;
  • Malattie metaboliche o sistemiche che colpiscono l’osso o che interferiscono con i meccanismi di guarigione;
  • Difetti di coagulazione;
  • Diabete mellito non compensato;
  • Effetti di particolari trattamenti (radioterapie testa/collo, chemio, utilizzo di farmaci particolari tipo i bifosfonati);
  • Consumo di oltre 10 sigarette al giorno;
  • Gravi stati di dipendenze da alcool e/o droghe;
  • Insufficiente igiene orale;
  • Pregressa parodontite o più che altro parodontite in fase attiva;
  • Cresta ossea non adatta per quantità o qualità;
  • Inadeguatezza dello spazio necessario per la realizzazione della protesi;
  • Ridotta apertura della bocca;
  • Parafunzioni;
  • Carente collaborazione.

Procedura d’intervento

Dopo aver praticato un’anestesia locale, viene effettuata un’incisione sulla mucosa gengivale, vengono effettuati dei delicati passaggi con delle fresine calibrate che preparano il sito osseo ricevente e viene inserita la vite in titanio, che viene completamente sommersa nell’osso. Successivamente, dei punti di sutura richiuderanno la gengiva. La durata media di intervento per un singolo impianto è di circa 15 minuti. Si raccomanda una dieta liquida e fredda, ed un’accurata igiene orale. La durata del nuovo impianto dipende da alcuni fattori quali l’igiene orale, i controlli periodici, la scelta e l’utilizzo dei materiali, sono tutti fattori che devono essere attentamente valutati. Naturalmente è di fondamentale importanza affidarsi a specialisti competenti, perché mai come oggi, purtroppo, sotto l’influenza di pubblicità ingannevoli, si rischia di cadere nelle mani di personaggi poco esperti che, con improbabili promesse poi, arrecano gravi danni ai quali non sempre è facile porre rimedio. 

Igiene orale e impianti dentali

Tutti i pazienti che si sottopongono ad una riabilitazione protesica fissa, dovrebbero avere una cura maggiore all’igiene orale, utilizzando magari dei presidi medici opportuni, ciascuno per il proprio caso. Difatti esistono scovolini, idropulsori o filo interdentale apposito per l’igiene nei portatori di protesi fissa, soprattutto delle zone interdentali più difficilmente raggiungibili. Oggi poi è particolarmente utile l’uso dello spazzolino elettrico. Una buona abitudine, inoltre potrebbe essere l’utilizzo periodico di collutori a bassa concentrazione di clorexidina, utilizzata come “mantenimento” che abbassano la carica batterica e prevengono eventuali infiammazioni. I controlli sono francamente per lo più personalizzati, in base al trattamento effettuato, ma in media vanno fatti ogni 6 mesi.

Prof. Umberto Esposito
Odontoiatria

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