La sindrome metabolica: come riconoscerla

Autore: Prof. Antonio Picardi
Pubblicato: | Aggiornato: 03/11/2018
Editor: Top Doctors®

La sindrome metabolica fa riferimento ad un insieme di patologie cardiovascolari e diabete, strettamente correlate allo stile di vita. Rappresenta una condizione clinica particolarmente diffusa poiché, nella fascia adulta, coinvolge il 50% dei soggetti adulti tra i 50 anni e i 60 anni. Tuttavia, non è impossibile da contrastare, come ci spiega il Prof. Antonio Picardi, esperto in Medicina Interna a Roma

Che cos’è la sindrome metabolica?

La Sindrome Metabolica (SM) è un fattore di rischio cardiovascolare emergente per diffusione nella popolazione - anche se identificato già da alcuni decenni - che vede alla sua origine uno stato di resistenza dell’organismo alla azione dell’insulina. Di conseguenza, il paziente con SM è costantemente esposto a livelli elevati di insulina nel sangue, rispetto ad una persona sana, e questo stabilisce un circolo vizioso per cui il paziente sperimenta una particolare difficoltà a perdere peso; può avere ritenzione idrosalina, e altri fattori che favoriscono l’”invecchiamento” delle arterie.

 

Quali sono le cause della sindrome metabolica?

Un elemento chiave all’origine della sindrome metabolica è il sovrappeso/obesità che sta raggiungendo dimensioni pandemiche (cioè, di epidemia globale) visto che colpisce grandi percentuali della popolazione (fino a più del 50%, in alcuni Paesi) praticamente in tutto il mondo, senza escludere i Paesi in via di sviluppo. L’obesità è infatti alla base sia dell’insulino-resistenza di cui abbiamo parlato prima, che del diabete cosiddetto alimentare o dell’adulto, e che in termini tecnici definiamo Diabete Mellito di Tipo 2.
Il rapporto tra predisposizione genetica e fattori esogeni o comportamentali o modificabili è importante nella SM: è indubbio che se agiamo sui fattori esogeni, per esempio migliorando la dieta e l’attività fisica, riusciamo ad evitare anche il diabete tipo 2! Questo di per sé dimostra che nonostante la familiarità (o la “predisposizione genetica”) nel diabete tipo 2 sia fortissima essa non è così “determinante” visto che quando eliminiamo sovrappeso e sedentarietà riusciamo ad evitare (o allontanare) anche il diabete!

 

Quali sono i sintomi della sindrome metabolica?

La SM di per sé non ha sintomi specifici. Di solito il paziente si rivolge al medico dopo aver fatto degli esami del sangue - per i motivi più disparati - che evidenziano alcune alterazioni di cui non abbiamo ancora parlato, ma che messi insieme suggeriscono al medico la diagnosi di SM. Infatti, la diagnosi di SM si stabilisce quando sono presenti almeno tre delle seguenti alterazioni: 

  • Sovrappeso o obesità 
  • Ridotta tolleranza ai carboidrati o diabete 
  • Ipertensione arteriosa 
  • Colesterolo alto
  • Trigliceridi alti

I sintomi dipenderanno dall’entità di questi fattori: per esempio, si può avvertire affaticamento se l’obesità è importante, oppure cefalea se la pressione arteriosa non è controllata bene, e così via.

 

Come viene diagnosticata la sindrome metabolica?

Come detto, la diagnosi di SM è clinica e si basa sulla presenza contemporanea di alterazioni umorali, della costituzione fisica e della pressione arteriosa. Una volta stabilita la diagnosi, si tratta di impostare il trattamento di prima linea che si fonda sui due pilastri della dieta mediterranea e dell’attività fisica aerobica moderata per almeno tre ore a settimana con il fine di recuperare non solo il peso corporeo ma anche alcune della alterazioni umorali. In seconda linea, ci sono i farmaci specifici per i singoli costituenti della SM: il diabete, l’ipertensione o le alterazioni dei grassi secondo le indicazioni generalmente riconosciute. In terza linea, il trattamento farmacologico o chirurgico dell’obesità. All’orizzonte si affacciano nuovi farmaci con indicazione specifica per la SM o meglio per alcune sue manifestazioni, come il fegato grasso o la epatite cronica su base metabolica: la steatoepatite non alcolica. Ma questo è un altro capitolo.

 

Sindrome metabolica e prevenzione

Parlando di prevenzione e di SM, conviene - anche se in conclusione – ricordare che trattare o prevenire la SM significa ridurre il rischio cardiovascolare, cioè ridurre la probabilità di subire un ictus o un infarto del miocardio: tutt’ora, questi sono i killer numero 1 alle nostre latitudini!

 

Editor: Valerio Bellio

Prof. Antonio Picardi
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