Riconoscere l’ipertensione arteriosa: che ruolo hanno i bio-marcatori?

Autore: Dott. Luigi Vernaglione
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Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Luigi Vernaglione, esperto in Nefrologia a Brindisi, ci parla del ruolo che i bio-marcatori svolgono nella diagnosi di ipertensione arteriosa

Che cos’è la pressione arteriosa?

La pressione arteriosa è costituita da 2 componenti:

  • La pressione a cui il cuore pompa il sangue nel sistema arterioso per distribuirlo ai tessuti nella fase di eiezione sistolica (pressione sistolica);
  • La pressione che vige nel sistema arterioso quando il cuore si rilascia nella fase diastolica per riempire il ventricolo sinistro in preparazione della sistole (pressione diastolica).

Nella norma la pressione sistolica dovrebbe essere inferiore a 140 mmHg, mentre la diastolica inferiore a 90 mmHg. Quando i valori eccedono tali soglie si parla di ipertensione (sistolica, diastolica o sisto-diastolica).

È molto comune soffrire di ipertensione?

L’ipertensione colpisce circa il 60% della popolazione mondiale adulta. Un terzo degli ipertesi è consapevole di esserlo, un terzo di questi assume terapie ed un terzo di questi ultimi raggiunge i valori fisiologici di pressione arteriosa, vale a dire che è trattato efficacemente.

Perché si soffre di pressione alta?

L’ipertensione arteriosa può essere:

  • Primitiva (definita una volta “essenziale”): spesso legata ad alterazioni geneticamente determinate del sistema endoteliale di rivestimento interno delle arterie o delle capacità di gestire il sodio da parte dei reni;
  • Secondaria: cioè dovuta a malattie di vario genere, tra cui patologie endocrinologiche (M. di Cushing, M. di Conn, iperaldosteronismo secondario, feocromocitoma, obesità, ipertiroidismo, iperparatiroidismo), renali (stenosi unilaterale o bilaterale delle arterie renali, insufficienza renale, reninoma) o neurologiche (stati di ipertono adrenergico) le quali costituiscono di per sé fattori di rischio per ipertensione arteriosa. 

Biomarcatori: perché sono utili nella diagnosi di ipertensione?

Le ipertensioni secondarie vengono diagnosticate grazie al dosaggio nel sangue e/o nelle urine di ormoni, peptidi ed elettroliti, come:

  • ACTH
  • Cortisolo
  • Aldosterone
  • Renina
  • Adrenalina
  • Noradrenalina
  • Dopamina
  • TSH
  • FT3
  • FT4
  • PTH
  • Creatininemia
  • Azotemia
  • Potassiemia
  • Sodiemia
  • Albuminuria

Questi ormoni costituiscono anche dei markers per monitorare l’effetto terapeutico dei farmaci antipertensivi prescritti. Infatti, i markers di patologia costituiscono anche dei target terapeutici.

Dott. Luigi Vernaglione
Nefrologia

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