SOS Diabete! Cosa fare in caso di piede diabetico?

Autore: Dott. Filippo Napoli
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Filippo Napoli, esperto in Chirurgia Vascolare a Roma, ci parla del piede diabetico, una complicanza che, se non trattata, può portare all’amputazione dell’arto

 

Diabete: si può parlare di epidemia globale?

Il diabete è una patologia in netto aumento in tutti i paesi del mondo. Nel 2030, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ci saranno circa 370 milioni di diabetici a livello globale; il 10-15% di questa popolazione svilupperà nel corso della vita una ulcerazione a carico del piede e almeno il 50% di queste lesioni andranno incontro ad infezione.

 

Quali sono le possibili complicanze del diabete?

La terapia ha sicuramente ridotto i casi di coma diabetico, gli effetti però di una iperglicemia a lungo termine insieme all’allungamento della durata della vita, hanno moltiplicato la comparsa delle complicazioni a distanza: la retinopatia, la nefropatia, la neuropatia e la vasculopatia. È soprattutto a livello del piede che si possono manifestare delle lesioni (abrasioni, ferite, ulcere) e in molti pazienti è il primo sintomo di una malattia misconosciuta.

 

Diabete: quali sono i rischi delle lesioni ai piedi?

Queste lesioni, determinate dall'interessamento delle strutture nervose (neuropatia) e/o delle strutture vascolari (vasculopatia), vanno incontro ad infezione: se non vengono riconosciute e trattate possono portare ad amputazioni più o meno estese. La comparsa di una lesione, anche piccola, a livello del piede di un paziente diabetico, è sempre un segnale di allarme e costituisce un’urgenza medica. La presa in carico di questo tipo di lesioni è generalmente multidisciplinare (diabetologo, fisiatra, infettivologo, ecc.) ma il chirurgo vascolare è una figura particolarmente importante.

 

Piede diabetico neuropatico e vascolare: come distinguerli?

È possibile distinguere due grandi categorie di piede diabetico:

  1. Piede diabetico neuropatico: con deformazioni a carico delle dita o della pianta, zone di ipercheratosi (callosità), è associato a disturbi della sensibilità (sensazioni di torpore, di freddo o caldo, crampi, perdita della sensazione del dolore). Il piede è caldo, con presenza dei polsi arteriosi periferici (circolazione normale).
     
  2. Piede diabetico vascolare: con o senza lesioni della cute, è causato dalla compromissione delle arterie di grande calibro (macroangiopatia) o di piccolo calibro (microangiopatia) che bisogna riconoscere ed identificare. Non sono apprezzabili i polsi periferici (circolazione anormale).

 

Come diagnosticare il piede diabetico?

Le lesioni a carico del piede di un soggetto con diabete sono una complicanza temibile e da trattare tempestivamente. L'ecodoppler arterioso è l'esame di scelta per distinguere un piede neuropatico da una vasculopatico e lo stretto controllo della glicemia è fondamentale. 

 

 

Piede diabetico: trattamento o prevenzione?

L'esecuzione di un Ecodoppler arterioso delle arterie degli arti inferiori ci permette di chiarire se l'apporto di sangue al piede è normale o no. Se non lo è, il chirurgo vascolare procederà ad ulteriori esami (Angio TAC, AngioRisonanza Magnetica o direttamente angiografia, secondo i casi) per verificare se le arterie della gamba o del piede hanno necessità di essere trattate (intervento di angioplastica o by pass) o meno. Se la circolazione è normale si dovrà invece porre particolare attenzione alla prevenzione delle lesioni e la figura del diabetologo è fondamentale.

 

Dott. Filippo Napoli
Chirurgia vascolare

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