Trattare i difetti visivi con il laser: quali sono le opzioni?

Autore: Dott. Antonio Saverio Perez
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Editor: Jennifer Verta

Sono tanti i motivi che possono spingere un paziente a rivolgersi ad uno specialista per risolvere con un intervento laser un difetto visivo: aspetto estetico, necessità sportive, concorsi o scarsa tollerabilità alle lenti a contatto e, non da ultimo, il loro costo. Capiamo quali sono le opzioni con il Dott. Antonio Saverio Perez, esperto in Oculistica in provincia di Milano

Quando si ricorre alla chirurgia refrattiva?

La chirurgia refrattiva è l’insieme di quelle tecniche volte a risolvere appunto i disturbi visivi con l’impiego di differenti tipologie di laser. Le più conosciute sono due: la PRK ed la FEMTOLASIK. Attraverso questi laser si agisce sulla cornea, per produrre una modifica definitiva della curvatura della stessa. A metà degli anni ’70 si scoprì infatti che variando la curvatura della cornea, si potevano risolvere i difetti visivi di origine refrattiva.

Il laser ad eccimeri PRK

La tecnica PRK detta anche tecnica di superficie, si basa sull’impiego di un laser ad eccimeri in grado di rimuovere lo stroma dopo asportazione meccanica o alcoolica dell'epitelio corneale e modificare così la curvatura corneale. È una tecnica che in genere può essere ripetuta in caso di ulteriore peggioramento visivo. Si tratta però della tecnica che provoca i maggiori disturbi post-operatori e che precede una terapia post-operatoria di circa 90 gg. Con questa tecnica si possono correggere miopie anche elevate, astigmatismi piccoli e medi ed ipermetropie lievi.

La FEMTOLASIK

La FEMTOLASIK prevede invece l'utilizzo di due laser: il femtolaser per creare un “flap” che viene sollevato per poter agire sullo stroma con il laser ad eccimeri. Finito il trattamento, il “flap” viene riposizionato senza necessità di suture. Le modifiche visive apportate sullo stroma permetteranno dunque una visione corretta. I dolori post-operatori sono quasi nulli e i tempi di recupero molto rapidi, la terapia post-operatoria è di circa 45 giorni. Il trattamento può comunque essere ripetuto, anche se meno agevolmente rispetto alla PRK. Con questa tecnica si possono correggere miopie medio-basse, astigmatismi ed ipermetropie anche medio-alte.

La SMILE

Meno nota è infine la tecnica SMILE (small incision lenticule extraction), in cui si utilizza solo il femtolaser. È la tecnica più evoluta e più “amica” della struttura del nostro occhio. La procedura ha il grande vantaggio di essere mininvasiva e contemporaneamente garantire un recupero piuttosto rapido. Il chirurgo, utilizzando il laser a femtosecondi, crea un “lenticolo” direttamente dentro lo stroma corneale e attraverso un'incisione di circa 3 mm lo estrae per ottenere il grado di correzione voluto. Trattandosi di un’incisione con laser, il danno all’area è ridottissimo e ciò permette un recupero estremamente rapido, ossia in pochi giorni. A differenza delle tecniche precedenti, in cui le terminazioni nervose vengono alterate e ritornano allo stato iniziale dopo circa 6 mesi, con la tecnica SMILE non si presenta alcun disturbo di questo tipo. La terapia post-operatoria è di circa 20 giorni. Altro vantaggio non indifferente è la possibilità di operare anche occhi miopi o miopi e astigmatici che non possono essere trattati con le altre tecniche perché ne resterebbero troppo indeboliti. L’ipermetropia non è invece ancora trattabile con questa tipologia di laser.

In cosa consiste il recupero post-operatorio?

È bene tenere presente che tutte le tecniche presentate sono in grado di riportare il grado visivo solo alla massima capacità visiva che era disponibile prima della malattia. Per questa ragione, non tutti potranno ottenere una correzione ai 10/10. I risultati definitivi non saranno inoltre percepibili prima di qualche mese dopo l’intervento. Affinché l’intervento abbia successo è inoltre fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni dello specialista riguardo la cura post-operatoria. Si dovrà dunque prestare attenzione alle norme igieniche, non toccare l’occhio ed evitare le attività sportive (specialmente la piscina) e la sauna per almeno un mese. Parallelamente si dovranno anche applicare gli specifici colliri prescritti per tutto il periodo necessario, preferendo ove possibile le confezioni monodose per evitare possibili infezioni.

Dott. Antonio Saverio Perez
Oculistica

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