Fibrillazione atriale

Specializzazione di Cardiochirurgia

Che cos’è la fibrillazione atriale? 

La fibrillazione atriale (f.a.) è la forma più diffusa di aritmia cardiaca,   
In un soggetto normale il ritmo cardiaco è scandito da impulsi regolari che nascono nel nodo del seno (struttura localizzata nell’atrio destro) e poi si diffondono a tutto il cuore (atri e ventricoli). 
Nella f.a. si verifica una tempesta elettrica negli atri che ne comporta una attivazione elettrica rapida e irregolare. I ventricoli sono protetti parzialmente da questo caos elettrico grazie al nodo atrio-ventricolare che fa da filtro, ma essi stessi come conseguenza vanno incontro a una attività elettrica irregolare e a un frequenza generalmente elevata. 

Cosa avverte il paziente con fibrillazione atriale?

Il paziente in cui insorge una fibrillazione atriale generalmente sente che il battito cardiaco è accelerato e irregolare. In alcuni casi non lo avverte distintamente ma se ne accorge misurandosi la pressione. In altri casi infine accusa solo una mancanza di respiro e fa fatica a fare le attività fisiche abituali.

Quali sono le cause della fibrillazione atriale?

Molte malattie cardiache possono essere causa di fibrillazione atriale ma la causa più frequente è l’invecchiamento del muscolo atriale. Prima dei 50 anni infatti è rara mentre dopo gli 80 anni colpisce circa un soggetto su 10.  Non mancano tuttavia di casi con età relativamente giovane (40-45 anni) che non hanno una malattia cardiaca, e in cui la fibrillazione atriale è la conseguenza di un disturbo elettrico primitivo che ha la sua origine nelle vene polmonari (le vene che drenano il sangue dai polmoni all’atrio sinistro).

Come si manifesta la fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale può essere divisa in tre tipologie:

  • parossistica, in cui la crisi si risolve spontaneamente entro 48 ore
  • persistente, in cui l’aritmia si risolve solo dopo intervento medico
  • permanente in cui l’aritmia si cronicizza

Che rischi comporta la fibrillazione atriale

In assenza di una malattia cardiaca importante la fibrillazione atriale. non comporta conseguenze cardiache gravi e, malgrado la frequenza elevata, viene in genere ben tollerata. Al contrario in alcune cardiopatie (cardiopatia ischemica, cardiomiopatia ipertrofica...) può deteriorare la funzione cardiaca.  
Il problema più importante della fibrillazione atriale. è invece il rischio tromboembolico, dato che gli atri si paralizzano e il sangue ristagnando nell’auricola (sacculazione cieca dell’atrio sinistro) può coagularsi. E se un coagulo (grumo di sangue) viene espulso dal ventricolo sinistro, può finire nel cervello determinando ictus cerebrale.
Va tuttavia precisato che il rischio tromboembolico non è uguale per tutti. Il rischio dipende da alcuni fattori: scompenso cardiaco, ipertensione, età, diabete, ictus pregresso e malattia vascolare. Il rischio di ictus per anno può essere calcolato con una formula a punti dove ogni fattore ha 1 punto o 2. Ad esempio un soggetto uomo senza fattori di rischio e con età <65 anni ha uno score di 0 e un rischio dello 0% all’anno. Al contrario una donna di 75 anni, ipertesa, con diabete e con malattia coronarica ha uno score di 6 e un rischio all’anno del 9.8% 
Nei pazienti con rischio elevato va prescritta la profilassi anticoagulante      

Trattamenti per la fibrillazione atriale

La cura della fibrillazione atriale comprende la sua interruzione e la sua profilassi (o prevenzione delle recidive):

  • L’interruzione della fibrillazione atriale si può ottenere con i farmaci antiaritmici o con la cardioversione elettrica (scossa sul torace in anestesia).
  • La prevenzione della fibrillazione atriale può essere ottenuta con la somministrazione cronica di farmaci antiaritmici o con l’ablazione con radiofrequenza o con la crioablazione.

Cosa è consigliabile fare per un paziente con fibrillazione

Nel caso di primo attacco è consigliabile rivolgersi al Pronto Soccorso.
Dopo il primo attacco è bene affidarsi a un Cardiologo. In caso di recidive è consigliabile rivolgersi a un aritmologo esperto in grado di offrire tutte le opportunità terapeutiche (farmaci, ablazione)

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