Morte Cardiaca Improvvisa (MCI)

Specializzazione di Cardiologia

Che cos’è la Morte Cardiaca Improvvisa?

La morte cardiaca improvvisa (MCI) è provocata da arresto cardiaco cui consegue l’interruzione della circolazione sanguigna e in particolare dell’irrorazione cerebrale. Per effetto di ciò all’arresto cardiaco segue in meno di un minuto la perdita dei sensi e, se non si interviene tempestivamente, la morte del soggetto.

Prognosi

Una volta colpito dall’arresto cardiaco, il soggetto deve ricevere assistenza medica tempestiva, poiché ogni minuto diventa cruciale. Si stima infatti che già 5 minuti dopo l’attacco, la possibilità di superarlo con successo si riduca al 50%. La Morte Cardiaca Improvvisa è la causa del 10% dei decessi totali in Italia e ad oggi il tasso di sopravvivenza per questa patologia si aggira ancora solo attorno al 2%.

Diagnosi per Morte Cardiaca Improvvisa

Le cause della Morte Cardiaca Improvvisa sono nell’85% dei casi la fibrillazione ventricolare e la tachicardia ventricolare senza battito cardiaco. In questi casi l’attacco cardiaco nasce a causa di un’anomalia dell’attività elettrica del cuore che non invia i giusti stimoli alla pompa cardiaca, facendo mancare in questo modo l’afflusso di ossigeno al cervello. Nella maggior parte dei casi si verificano in questa fase danni celebrali permanenti.

Quali sono le cause della Morte Cardiaca Improvvisa?

Come già spiegato, la MDI si presenta in soggetti apparentemente sani, che non hanno mai avuto alcun disturbo cardiaco. Può colpire giovani, anziani, persone sedentarie, così come sportivi.  Tuttavia, nella maggior parte dei casi i soggetti colpiti non sono preparati semplicemente perché non sono a conoscenza di avere una patologia cardiaca. Nel 75% dei casi i soggetti che sono vittime di Morte Cardiaca Improvvisa hanno avuto anche malattie coronarie e/o precedenti episodi di attacchi cardiaci. L’arresto cardiaco è provocato nella maggioranza dei casi da fibrillazione ventricolare, una tempesta elettrica che invade i ventricoli impedendone la normale attivazione elettrica e quindi la loro contrazione meccanica. La fibrillazione ventricolare è determinata di regola da una malattia cardiaca nota o sconosciuta al paziente.

Altri campanelli di allarme di un possibile futuro episodio di MDI includono:

  • aritmie, cioè un ritmo cardiaco anomalo
  • tachicardia anche in situazioni a riposo
  • svenimenti
  • frazione di eiezione ventricolare (ossia la quantità di sangue pompato in un battito) non superiore al 40%
  • anomalie della struttura elettrica del cuore

Esistono anche alcune evenienze che possono essere all’origine della MDI, tra di esse:

  • traumi al torace di vario tipo
  • intossicazione dovuta a farmaci o droghe
  • soffocamento
  • annegamento
  • folgorazione

Si può prevenire?

La prevenzione della morte improvvisa è possibile individuando la presenza di una malattia cardiaca che può a sua volta provocare la fibrillazione ventricolare. L’unico modo è la visita medica (in particolare cardiologica) con l’elettrocardiogramma. Gli elementi più importanti che la visita medica deve accertare sono:

  • Se esistono casi di morte improvvisa giovanile familiare, che possono essere la spia di una malattia cardiaca ereditaria;
  • Se esistono sintomi di possibile origine cardiaca (sincopi, dolore toracico, dispnea ecc.);
  • Se esistono reperti auscultatori sospetti (soffi ecc.).

Negli sportivi agonisti la visita è obbligatoria e infatti l’incidenza di morte improvvisa nello sportivo si è drasticamente ridotta negli ultimi 20 anni.Le malattie in questione sono numerose e possono essere presenti a tutte le età. Nei soggetti di età più avanzata (> 60 anni) la patologia più diffusa è la malattia coronarica e l’infarto miocardico (acuto o pregresso). Nei giovani prevalgono le cardiomiopatie (cardiomiopatia ipertrofica, malattia aritmogena del ventricolo destro e/o sinistro etc.) e le malattie dei canali ionici (s. del QT lungo, s. di Brugada etc.). Alcune di queste malattie possono dare sintomi.  Ad esempio la malattia coronarica può dare dolore toracico (angina pectoris) o dispnea (mancanza di respiro) e le cardiomiopatie giovanili e le malattie dei canali ionici possono dare sincopi (perdita improvvisa e transitoria della conoscenza) provocate da aritmie ventricolari rapide. Non raramente tuttavia diverse malattie cardiache non danno alcun sintomo e possono esordire proprio con arresto cardiaco. Oltre a curare la malattia di fondo, la soluzione è l’impianto di un defibrillatore (ICD), una specie di pacemaker che in caso di fibrillazione ventricolare interviene dando una scarica elettrica al cuore ripristinandone l’attività elettrica normale.

Trattamenti per la Morte Cardiaca Improvvisa

L’unica forma di invertire il processo di Morte Cardiaca Improvvisa e ripristinare la normale circolazione cardiaca è la defibrillazione affiancata da manovre di rianimazione cardiopolmonare. Se testimoni di uno svenimento, per prima cosa si deve controllare che che il soggetto respiri. Fondamentale è chiamare immediatamente i soccorsi poiché quanto prima si intervenga con il defibrillatore tante più possibilità di sopravvivenza ci saranno. Si stima infatti che già 5 minuti dopo un arresto cardiaco non rianimato, la possibilità di superarlo con successo si riduca al 50%. Nell’attesa si potranno anche praticare manovre di rianimazione come la respirazione bocca a bocca con compressioni del torace. 

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