Trombocitopenia

Specializzazione di Ematologia

Che cos'è la trombocitemia?

La trombocitemia, conosciuta anche con il nome di trombocitemia essenziale, piastrinosi, trombocitosi primitiva, trombocitosi idiopatica, trombocitosi essenziale o trombocitosi emorragica è una malattia maligna che si colloca nel gruppo delle sindromi mieloproliferative croniche o neoplasie mieloproliferative. È caratterizzata dal fatto che le cellule staminali del midollo osseo, che sono responsabili della produzione di tutte le cellule del sangue, hanno un difetto che le induce a produrre in maniera incontrollata alcune delle cellule sanguigne della stirpe mieloide, con tendenza alle trombosi e alle emorragie.

Sintomi della trombocitemia

In più della metà dei casi la malattia non ha sintomi, tanto che viene diagnosticata per caso, durante controlli di routine. Quando si verificano dei sintomi di solito sono causati da disturbi della circolazione (ischemia, incidenti vascolari, dolore e arrossamento nelle dita e dei piedi, disturbi visivi, instabilità, sincope), trombosi o emorragia.

Diagnosi per la trombocitemia

Generalmente questa patologia è asintomatica e può essere diagnosticata solamente sottoponendosi ai seguenti esami ematici:

  • Emocromo
  • Uricemia
  • Ferritina
  • Acido folico
  • Vitamina B12

 Oppure attraverso i seguenti esami strumentali:

Quali sono le cause della trombocitemia?

La causa della trombocitemia è una mutazione della cellula madre del sangue, che aumenta il numero di piastrine. Quest’ultime hanno la funzione di coagulazione del sangue in risposta al danno ad un vaso sanguigno, e servono a ridurre o ad evitare l'emorragia. Quando la conta piastrinica è elevata può causare l'occlusione di vasi sanguigni: questo disturbo è chiamato trombosi.

Trattamenti per la trombocitemia?

Il trattamento è rivolto a pazienti di oltre 60 anni, con una storia familiare di trombosi o emorragia, o con un numero superiore a 1.500.000 piastrine. Anche se è una malattia cronica, la sopravvivenza dei pazienti con questa condizione non è diversa da quella della popolazione sana. Ciò nonostante occorre tenere a mente il rischio derivato da complicanze vascolari, in particolare la mielofibrosi, che si presenta nel 10% dei casi, e la leucemia acuta, che colpisce il 4% delle persone affette dal disturbo. Quindi l’obiettivo principale del trattamento contro la patologia deve essere quello di prevenire le complicazioni di natura vascolare, indicando la somministrazione di farmaci antiaggreganti, tranne per quei soggetti affetti da patologie intestinali a rischio emorragico. Sono altamente consigliati una dieta equilibrata ed uno stile di vita sano.

A quale specialista rivolgersi?

Lo specialista al quale affidarsi nel processo di diagnosi della trombocitemia è l’ematologo che procederà a svolgere tutti gli esami volti a confermare o meno la patologia ed a prescrivere il miglior trattamento possibile.

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