Celiachia e sensibilità al glutine: attenzione alle diete fai da te!

Autore: Dott. Giancarlo Sandri
Pubblicato:
Editor: Giulia Boccoli

Quali sono le differenze tra celiachia e sensibilità al glutine? La celiachia è un’allergia o una malattia autoimmune? Perché bisogna fare attenzione alle diete "fai da te"? Di tutto questo e molto altro ci parla il Dott. Giancarlo Sandri, esperto in Dietologia a Roma

Quando un soggetto è considerato celiaco?

La celiachia è stata scoperta a metà dell’Ottocento, quando iniziarono studi su bambini gravemente malnutriti: già all’epoca si scoprì che il problema risiedeva nell’intestino e che questi bambini non assorbivano in maniera corretta le sostanze nutritive contenute in ciò che mangiavano. Il termine celiachia, infatti, viene dal greco “koiliakós” che significa “addominale” e la diagnosi oggi si effettua solamente attraverso un esame istologico della mucosa del duodeno; se il risultato dell’esame evidenzia l’assenza di villi, ovvero quelle protuberanze digitiformi che si trovano nell’intestino e che sono fondamentali per l’assorbimento delle sostanze nutritive, il paziente sarà considerato affetto da celiachia. 

Celiachia: allergia o malattia autoimmune?

L’azione tossica del glutine provoca la scomparsa dei villi intestinali solo nei soggetti predisposti geneticamente alla malattia. Negli anni si è infatti scoperto che la celiachia non è un’allergia, bensì una malattia autoimmune: il glutine viene riconosciuto come un agente estraneo e provoca l’innesco della reazione del sistema immunitario contro Ia mucosa intestinale. I sintomi di questa patologia possono essere diarrea, dolore e gonfiore addominale, ma anche anemia e osteoporosi. Inoltre, alcune patologie psicologiche possono essere trattate con una dieta priva di glutine

La sensibilità al glutine

Negli ultimi 30 anni si è notato un aumento delle patologie da glutine: non si parla solo di celiachia, che ha una prevalenza dell’1% sulla popolazione mondiale, ma anche di altre malattie, come per esempio la sensibilità al glutine. Alcune persone manifestano una reazione avversa a questa sostanza nonostante il risultato dell’esame istologico sia negativo: chi soffre di tale patologia manifesta gli stessi sintomi di un soggetto celiaco, non presentando tuttavia l’alterazione dei villi intestinali. Il problema della sensibilità al glutine è che non sono ancora noti tutti i passaggi di tipo fisio-patologico a causa dell’assenza di marcatori del sangue da rilevare come succede invece per la celiachia. Ad oggi sono solo due i punti certi riguardo questa condizione, ovvero che il corpo reagisce alla presenza del glutine nell’intestino scatenando una reazione che una volta eliminata questa sostanza dalla dieta, i pazienti non manifestano più i sintomi e tornano a godere di buona salute.

Attenzione alle diete “fai da te!”

La moda degli ultimi anni di effettuare diete senza la prescrizione di uno specialista può essere dannosa, in quanto le persone non conoscono i rischi che molte di queste dieta “fai da te” possono comportare. Ciò succede anche per quanto riguarda l’eliminazione del glutine dalla dieta, di cui negli ultimi anni si è notato un aumento progressivo. Tuttavia è di fondamentale importanza capire che se si è sani non c’è nessuno motivo per iniziare questo tipo di dieta, soprattutto perché inconsapevolmente ci si priva dei principi nutritivi presenti negli alimenti che contengono il glutine, provocando per esempio un deficit dell’assunzione di vitamine e sali minerali. Una dieta senza glutine deve essere effettuata solo in caso di celiachia o sensibilità al glutine, perché se non certificata da un medico può essere molto dannosa.

Dott. Giancarlo Sandri
Dietologia

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