Disfunzione erettile: la malattia che fa paura a tutti gli uomini!

Autore: Prof. Rosario Pivonello
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Editor: Top Doctors®

La disfunzione erettile, un disturbo del sistema riproduttivo maschile, è forse la malattia che spaventa di più i nostri uomini. Questo perché vengono privati essenzialmente della cosa che più gli sta a cuore: la loro maschilità. Ce ne parla il Prof. Rosario Pivonello, esperto in Endocrinologia a Napoli

Che cos’è la disfunzione erettile?

La disfunzione erettile si definisce come l’incapacità persistente di ottenere e mantenere un’erezione che consenta di avere un rapporto sessuale soddisfacente. Spesso non è una patologia di per sé, infatti, può essere considerata un sintomo di altre patologie. Talvolta la disfunzione erettile è il primo segno di malattie che colpiscono l’intero organismo, come il diabete o la sindrome metabolica. Si manifesta frequentemente, colpendo sia pazienti giovani che anziani e riconoscendo diverse cause.

Quali sono le cause della disfunzione erettile?

L’erezione è un fenomeno complesso, nel quale intervengono numerosi fattori in equilibro tra loro: la disfunzione si manifesta nel momento in cui l’equilibrio si altera. Tra le cause più frequenti di disfunzione erettile si riconoscono:

  • Alterazioni dei vasi che irrorano il pene (primitive o secondarie a patologie maggiori)
  • Alterazioni ormonali (bassi livelli di testosterone, alti livelli di prolattina, ipo-ipertiroidismo)
  • Cause psicologiche
  • Assunzione di farmaci (psicofarmaci, diuretici, ipotensivanti)
  • Precedenti interventi chirurgici locali
  • Ipertrofia prostatica benigna.

Soggetti a rischio e prevenzione

I pazienti più a rischio di sviluppare disfunzione erettile sono gli obesi, i fumatori, i diabetici, i pazienti con malattie cardiache o vascolari. È chiaro quindi che i fattori che aumentano il rischio di sviluppare disfunzione sono comuni anche alle malattie cardiovascolari.
Di conseguenza, un intervento mirato al miglioramento di questi fattori (smettere di fumare, perdere peso, aumentare l’attività fisica) riduce il rischio di sviluppare una disfunzione.
La disfunzione erettile è inoltre legata a doppio filo con un’altra patologia, l’eiaculazione precoce: in questi pazienti, la paura di perdere l’erezione induce un più breve tempo di eiaculazione. Alcune volte è difficile stabilire quali delle due manifestazioni si sia presentata per prima.  

La diagnosi della disfunzione erettile

Nel momento in cui ci si accorge del problema è necessario rivolgersi al medico, che potrà effettuare una diagnosi e indagare le cause scatenanti. La gravità della disfunzione si deduce grazie a questionari standardizzati come il questionario IIEF. La causa si ricerca sulla base della visita e di alcuni esami di laboratorio (misurazione del testosterone, della prolattina, degli ormoni tiroidei; valutazione della glicemia e dei lipidi). È importante effettuare l’esplorazione digito-rettale della prostata, in quanto l’ingrossamento fisiologico della prostata tipico degli anziani può influire sulla funzionalità erettile. Se queste indagini non sono state d’aiuto nell’individuazione della causa, si procede ad esami strumentali specialistici, come l’ecografia del pene con tecnica doppler. Spesso, anche in seguito alle indagini strumentali, non si riesce a riconoscere alcuna causa. In questo caso è bene pensare a una causa psicologica: per questi pazienti è necessario ricorrere all’assistenza psico-sessuologica, da sola o in combinazione con la terapia farmacologica.

Qual è il trattamento della disfunzione erettile?

Inquadrata la causa, le opzioni terapeutiche sono diverse. In primo luogo, è necessario risolvere la patologia di base o comunque riportare il paziente in un buono stato di salute generale: per esempio, nel caso di un paziente diabetico si procede con il ripristino dei livelli di glicemia adeguati. La terapia tradizionale prevede l’utilizzo dei farmaci inibitori della fosfodiesterasi-5, un enzima che degrada l’ossido nitrico, il mediatore della vasodilatazione a livello dei corpi cavernosi del pene che favorisce l’afflusso di sangue al pene e di conseguenza l’erezione. Il farmaco agisce prolungando l’attività dell’ossido nitrico migliorando l’erezione. Nei casi resistenti ai farmaci anti fosfodiesterasi-5 esistono ulteriori opzioni farmacologiche, come le prostaglandine o, altre volte, si ricorre ad alcuni dispositivi come il vacuum device.
Un’alternativa di pertinenza chirurgica è il trattamento con onde d’urto a bassa intensità. Secondo alcuni studi, le onde d’urto stimolano la generazione di nuovi vasi sanguigni a livello del pene ripristinandone la funzionalità. Solo in caso di fallimento di tutte le opzioni, si può pensare di ricorrere all’impianto di una protesi peniena.

Prof. Rosario Pivonello
Endocrinologia e Malattie Del Metabolismo

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