Otosclerosi: curala per prevenire la sordità!

Autore: Prof. Vincenzo Vincenti
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

L’otosclerosi è una condizione che può portare alla totale perdita dell’udito. Il Prof. Vincenzo Vincenti, esperto in Otorinolaringoiatria a Parma, ci spiega in che modo far fronte a questa condizione!

Che cos’è l’otosclerosi?

L’otosclerosi è una malattia caratterizzata da una progressiva riduzione dei movimenti della staffa, uno dei tre ossicini del nostro orecchio, che ha il compito di trasmettere i suoni all’orecchio interno. Man mano che i movimenti della staffa si riducono, i suoni arrivano alla coclea con una intensità sempre minore.

Da cosa può essere causata?

orecchio di donnaNella maggior parte dei casi l’otosclerosi è una malattia geneticamente determinata; sono stati infatti identificati diversi geni la cui mutazione può portare alla formazione di focolai otosclerotici. Sono state inoltre ipotizzate anche cause virali, immunologiche e ormonali. Colpisce più le donne degli uomini e la fascia di età in cui più frequentemente si manifesta clinicamente è tra i 30 e i 50 anni.

Quali sono i sintomi dell’otosclerosi?

L’otosclerosi si manifesta con una progressiva e lenta diminuzione della capacità uditiva (ipoacusia) che può interessare una o entrambe le orecchie. Molto spesso sono presenti anche gli acufeni (rumori all’interno delle orecchie), mentre molto meno frequenti sono i disturbi dell’equilibrio.

In gravidanza i sintomi possono accentuarsi?

Una gravidanza può accelerare il processo di blocco della staffa e quindi portare ad un peggioramento della capacità uditiva.

Come si diagnostica l’otosclerosi?

La diagnosi si basa sulla storia clinica, sull’osservazione del timpano (solitamente normale) e soprattutto sull’esecuzione di un esame audiometrico (ipoacusia trasmissiva o mista) e di un esame impedenzometrico (timpanogramma normale, riflessi stapediali assenti). Non sono generalmente necessari esami radiologici. In alcuni casi può essere utile una tomografia computerizzata delle orecchie.

Come si cura l’otosclerosi?

visita ORLPurtroppo, a tutt’oggi, non esiste una cura farmacologica o chirurgica che elimini definitivamente l’otosclerosi. Ciò che attualmente può essere fatto è ovviare alla diminuzione dell’udito mediante una protesi acustica o un intervento chirurgico.

Cosa prevede la chirurgia?

L’intervento viene eseguito generalmente in anestesia locale, con l’ausilio di un microscopio, attraverso il condotto uditivo esterno. Dopo aver scollato il timpano dalla sua sede, si visualizzano gli ossicini e si verifica che vi sia effettivamente un blocco della staffa. Successivamente si separa l’incudine dalla staffa e si procede alla sostituzione di quest’ultima. Nella tecnica più utilizzata (stapedotomia) si rimuove la parte superiore della staffa e si pratica un foro di circa 0.6 mm di diametro nella base della staffa (platinotomia) mediante un laser; quindi si procede alla sistemazione della protesi che, agganciata all’incudine ed inserita nel foro eseguito nella platina, ripristina la continuità ossiculare. Al termine dell’intervento vengono introdotti all’interno del condotto uditivo dei tamponcini che vengono poi rimossi a distanza di circa 20 giorni. La degenza in reparto è di solito di 1-2 giorni.

Nei casi in cui l’intervento chirurgico standard non può essere effettuato si può ricorrere ad una protesi acustica tradizionale o ad una protesi acustica semi-impiantabile o, infine, all’impianto cocleare nei casi di ipoacusia profonda.

Prof. Vincenzo Vincenti
Otorinolaringoiatria

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