Iperosmolarità

Che cos’è l’iperosmolarità?

Con il termine osmolarità (plasmatica) si fa riferimento alla concentrazione di elettroliti ed altre molecole come glucosio ed urea nel sangue.

All’aumentare dell’osmolarità cresce la secrezione dell’ormone diuretico ADH, il cui ruolo è quello di equilibrare i livelli nel sangue assorbendo acqua dai reni.

L’iperosmolarità è frequentemente una delle complicanze del diabete di tipo 2 e si presenta perlopiù dopo un periodo di iperglicemia elevata in cui la diuresi dovuta alla stessa non viene bilanciata dall’introduzione di nuovi liquidi. Il risultato è uno stato di disidratazione dell’organismo.

estrazione del sangue in una provetta

Prognosi della malattia

Una diagnosi e un trattamento rapido sono fondamentali per il buon esito della patologia.

Le complicanze che questo scompenso può causare si incontrano anche coma, crisi epilettiche e morte.

Sintomi dell’iperosmolarità

La sintomatologia del disequilibrio comprende stati neurologici alterati caratterizzati da vertigini, convulsioni, intorpidimento, astenia che può arrivare anche a coma, sempre accompagnati da poliuria (aumento delle urine) e polidipsia (incremento della sete). In taluni casi possono verificarsi anche nausea, vomito o dolori addominali.

Diagnosi per l'iperosmolarità

L’inquadramento della sintomatologia avviene eseguendo indagini di laboratorio quali:

  • Misurazione della glicemia
  • Esami delle urine
  • Misurazione dei livelli di azotemia, creatinina, amilasi, lipasi ed enzimi cardiaci e muscolari.

In aggiunta, lo specialista potrebbe inoltre richiedere le indagini di elettrocardiogramma, ecografia o TAC addominale.

Quali sono le cause dell’iperosmolarità?

L’iperosmolarità è una condizione scatenata solitamente dall’iperglicema, ma in certi casi può essere causata anche da uremia, diabete insipido (condizione di poliuria e polidipsia), ipernatriemia (l’incremento dei livelli di sodio nel sangue) e iperlattacinemia (aumentati livelli di lattato).

Si può prevenire?

Il disturbo può essere prevenuto principalmente tenendo sotto controllo la glicemia, evitando cioè picchi glicemici per troppo tempo. Andranno inoltre saputi riconoscere i sintomi precoci dello squilibrio, per poter intervenire prontamente.

Trattamenti per l’iperosmolarità

Il trattamento dello stato di iperosmolarità consiste nell’infusione di una soluzione fisiologica atta a ripristinare il corretto stato di idratazione dell’organismo, ossia riequilibrare la pressione arteriosa, il battito cardiaco e la diuresi.

L’osmolarità dovrà scendere gradualmente per evitare possibili edemi cerebrali, per questa ragione si procederà alla somministrazione di insulina solo in seguito alla stabilizzazione ottenuta per effetti della soluzione fisiologica.

A quale specialista rivolgersi?

Il trattamento dell’iperosmolarità è affidato al diabetologo, anche se la sua diagnosi può essere formulata anche da un medico internista.

23-05-2023
Top Doctors

Iperosmolarità

Prof.ssa Graziella Bruno - Diabetologia

Creato il: 24-02-2016

Editato il: 23-05-2023

Editor: Sharon Campolongo

Che cos’è l’iperosmolarità?

Con il termine osmolarità (plasmatica) si fa riferimento alla concentrazione di elettroliti ed altre molecole come glucosio ed urea nel sangue.

All’aumentare dell’osmolarità cresce la secrezione dell’ormone diuretico ADH, il cui ruolo è quello di equilibrare i livelli nel sangue assorbendo acqua dai reni.

L’iperosmolarità è frequentemente una delle complicanze del diabete di tipo 2 e si presenta perlopiù dopo un periodo di iperglicemia elevata in cui la diuresi dovuta alla stessa non viene bilanciata dall’introduzione di nuovi liquidi. Il risultato è uno stato di disidratazione dell’organismo.

estrazione del sangue in una provetta

Prognosi della malattia

Una diagnosi e un trattamento rapido sono fondamentali per il buon esito della patologia.

Le complicanze che questo scompenso può causare si incontrano anche coma, crisi epilettiche e morte.

Sintomi dell’iperosmolarità

La sintomatologia del disequilibrio comprende stati neurologici alterati caratterizzati da vertigini, convulsioni, intorpidimento, astenia che può arrivare anche a coma, sempre accompagnati da poliuria (aumento delle urine) e polidipsia (incremento della sete). In taluni casi possono verificarsi anche nausea, vomito o dolori addominali.

Diagnosi per l'iperosmolarità

L’inquadramento della sintomatologia avviene eseguendo indagini di laboratorio quali:

  • Misurazione della glicemia
  • Esami delle urine
  • Misurazione dei livelli di azotemia, creatinina, amilasi, lipasi ed enzimi cardiaci e muscolari.

In aggiunta, lo specialista potrebbe inoltre richiedere le indagini di elettrocardiogramma, ecografia o TAC addominale.

Quali sono le cause dell’iperosmolarità?

L’iperosmolarità è una condizione scatenata solitamente dall’iperglicema, ma in certi casi può essere causata anche da uremia, diabete insipido (condizione di poliuria e polidipsia), ipernatriemia (l’incremento dei livelli di sodio nel sangue) e iperlattacinemia (aumentati livelli di lattato).

Si può prevenire?

Il disturbo può essere prevenuto principalmente tenendo sotto controllo la glicemia, evitando cioè picchi glicemici per troppo tempo. Andranno inoltre saputi riconoscere i sintomi precoci dello squilibrio, per poter intervenire prontamente.

Trattamenti per l’iperosmolarità

Il trattamento dello stato di iperosmolarità consiste nell’infusione di una soluzione fisiologica atta a ripristinare il corretto stato di idratazione dell’organismo, ossia riequilibrare la pressione arteriosa, il battito cardiaco e la diuresi.

L’osmolarità dovrà scendere gradualmente per evitare possibili edemi cerebrali, per questa ragione si procederà alla somministrazione di insulina solo in seguito alla stabilizzazione ottenuta per effetti della soluzione fisiologica.

A quale specialista rivolgersi?

Il trattamento dell’iperosmolarità è affidato al diabetologo, anche se la sua diagnosi può essere formulata anche da un medico internista.

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