Occlusioni Coronariche Croniche (CTO)

Che cosa sono le Occlusioni Coronariche Croniche (CTO)?

Le CTO sono ostruzioni della coronaria che in genere sono presenti nel soggetto da più di tre mesi. Esse sono il risultato di un grave accumulo di depositi di grasso o di placca all'interno delle arterie (aterosclerosi) e sono una delle complicanze della malattia coronarica (CAD). La CAD si verifica quando l'arteria o le arterie che forniscono sangue al cuore si restringono o si bloccano a causa dell'aterosclerosi.

Prognosi della malattia

I soggetti affetti da CTO in genere soffrono contemporaneamente di ipertensione, diabete, obesità e iperlipemia. Se non diagnosticate in tempo le CTO potrebbero creare complicazioni e trasformarsi in ictus o infarto cardiaco.

Sintomi delle Occlusioni Coronariche Croniche (CTO)

Quando il cuore non riceve abbastanza sangue, si può avere dolore al petto (angina), mancanza di respiro o infarto. Questi sintomi si verificano con lo sforzo e talvolta a riposo. Gli individui con CTO possono manifestare anche i seguenti sintomi: dolore al petto, pressione o senso di oppressione (angina pectoris), fiato corto, vertigini, dolore alla parte superiore del corpo e al braccio, battito cardiaco accelerato o irregolare.

Diagnosi per le Occlusioni Coronariche Croniche (CTO)

In genere sono previsti i seguenti controlli: analisi del sangue, test ergometrico, elettrocardiogramma e uno studio del quadro clinico del paziente. In questo modo il medico valuterà se vi sono controindicazioni nel trattamento mediante farmaci o intervento chirurgico.

Quali sono le cause delle Occlusioni Coronariche Croniche (CTO)?

I principali fattori sono l’eccessivo deposito di colesterolo nelle arterie che impedisce il normale flusso ematico, l'aterosclerosi e i suoi effetti a livello vascolare, ovvero trombo-embolia.

Si possono prevenire?

Le occlusioni si possono prevenire mediante uno stile di vita salutare, evitando una vita sedentaria e optando per una dieta mediterranea.

Trattamenti per le occlusioni coronariche croniche (CTO)

Uno dei trattamenti previsti è l’operazione chirurgica che serve per ridurre le occlusioni della coronaria mediante una procedura rischiosa per i pazienti a livello renale, a causa dell'uso di mezzo di contrasto endovenoso e per il sanguinamento abbondante in sede di intervento.

Tuttavia, la maggior parte degli altri rischi sono simili a quelli osservati per un'angioplastica di routine e possono includere: emorragia al vaso sanguigno nel sito della puntura, chiusura improvvisa dell'arteria coronaria, strappo nel rivestimento interno dell'arteria, attacco di cuore.

Ultimamente in campo medico sono state esplorate nuove tecniche che prevedono l’intervento per questo genere di patologia senza bisturi. Una metodologia nuova si avvallerebbe di cateteri speciali che perforano l’occlusione senza lederla. Si tratta comunque di una modalità complessa rispetto alla tecnica standard e serve un’esperienza più approfondita da parte del medico.

A quale specialista rivolgersi?

Per questo genere di patologia è bene rivolgersi al Medico Cardiologo e a un esperto in Cardiochirurgia.

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