Parotite Ricorrente

Specializzazione di Odontoiatria

Che cos’è la parotite ricorrente?

È anzitutto doveroso fare un distinguo con la Parotite Epidemica, comunemente denominata “Orecchioni”, patologia oggi quasi totalmente debellata con la vaccinazione.
Con il termine Parotite (o Parotidite) ricorrente giovanile si intendono infiammazioni e rigonfiamenti periodici che insorgono in età pediatrica, ma che possono interessare anche l’adulto, e riguardano una o entrambe le ghiandole parotidi.  Solitamente gli episodi si frequentano ogni 3-4 mesi, ma nei casi in cui la patologia è più aggressiva, gli attacchi si possono presentare ogni 3-4 settimane.

Sintomi della parotite ricorrente

La parotidite oltre ad essere caratterizzata da rigonfiamenti a livello ghiandolare, è associata alla diminuzione di flusso salivare e dolore localizzato, spesso accompagnati da febbre e negli adulti anche da secrezione purulenta.

Diagnosi per la parotite ricorrente

Al primo episodio di rigonfiamento o infezione della parotide il Curante pensa che si tratti di Parotite Epidemica (“Orecchioni”): la vaccinazione dovrebbe indurre immunità, ma la copertura non è mai del 100%, per cui un episodio può verificarsi. Al secondo episodio subentra lo stupore: se anche la vaccinazione non aveva indotto l’immunità, il primo episodio avrebbe dovuto assicurarla. Si dovrebbe a questo punto porre diagnosi di Parotite Ricorrente non Epidemica. L’esame diagnostico più indicato è l’Ecografia, cui può seguire l’agoaspirato con esame istologico in caso di dubbio sulla natura neoplastica del gonfiore.

Quali sono le cause della parotite ricorrente?

Le cause della parotite ricorrente sono ancora sostanzialmente sconosciute.

Trattamenti per la parotite ricorrente

Il trattamento dell’attacco acuto di parotidite consiste nella somministrazione di antinfiammatori e di antibiotici, accompagnata da una terapia comportamentale su una corretta igiene orale e su particolari massaggi da effettuare nella zona parotidea, al fine di facilitare l’espulsione della saliva stagnante. 

Prognosi della malattia

L’evoluzione è spesso benigna, e si spera quindi nella autolimitazione, ma in alcuni casi il problema tende a persistere: i casi più gravi, che non rispondono ai trattamenti, vanno verso la parotidectomia.

A quale specialista rivolgersi?

In caso di parotidite ricorrente giovanile ci si rivolge abitualmente allo specialista in Otorinolaringoiatria, competente per distretto anatomico, ma come per tutte le patologie ricorrenti (si pensi all’analogo problema dell’Otite Ricorrente) la terapia, efficace nell’episodio acuto, non trova soluzione per la ricorrenza, salvo riporre la speranza in una autolimitazione spontanea.
In realtà la parotite ricorrente, come tutte le patologie ricorrenti, trova un'indispensabile e determinante elemento patogenetico nel “terreno” piuttosto che nell'agente eziologico. Per terreno si intende una struttura sfavorevole, che in questa patologia può essere costituita dall'ipertono del muscolo massetere legato alla sfavorevole occlusione dentaria. Il massetere comprime il dotto escretore della parotide, (Dotto di Stenone) che decorre in intimo contatto con il muscolo, causando a monte nella ghiandola gonfiore e ristagno salivare. Il ristagno favorisce l'infezione e a volte la formazione dei calcoli. Tutti questi quadri, dal semplice gonfiore ai calcoli e alle infezioni più gravi, però, sono le complicanze e non la vera patologia: infatti tendono a ricorrere nonostante le terapie. Anzi, se i calcoli non vengono riscontrati dalla scialografia lasciano incompreso il caso clinico, ma se riscontrati portano fuori strada, come tutte le volte che si confonde la causa con l'effetto.
L'interlocutore tecnico in questi casi è un dentista-gnatologo che si occupi di disfunzioni cranio mandibolari, cioè di quella problematica che ruota attorno alla malocclusione dentaria e alla malposizione mandibolare e, nell’adulto, alle disfunzioni dell'Articolazione Temporo- Mandibolare (ATM). La terapia è semplice e rapidamente risolutiva se il caso è ben inquadrato, difficile se il caso anziché evolvere verso la sperata autolimitazione, non viene compreso e il danno tissutale si ripropone in troppe ricadute: nell'adulto prima o poi si va alla sialoectasia e alla parotidectomia, oltretutto con grave rischio di lesione del nervo facciale.

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