La malnutrizione negli anziani va prevenuta!

Autore: Dott. Giancarlo Sandri
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Editor: Giulia Boccoli

La malnutrizione è una patologia che se non curata diventa irreversibile e per questo motivo bisogna avere un occhio di riguardo in più se chi ne è affetto è una persona anziani. Quali sono le cause e quale strategie adottare per prevenirla? La parola al Dott. Giancarlo Sandri, esperto in Dietologia a Roma

Che cosa si intende per malnutrizione?

Con il termine malnutrizione si fa riferimento ad una perdita del 10% del peso iniziale durante un periodo che va dai 3 ai 6 mesi. La malnutrizione si può dividere in duo macro gruppi, ovvero la malnutrizione per eccesso (obesità) e quella per difetto, di cui gli anziani soffrono maggiormente a causa di molteplici fattori, come l’invecchiamento cellulare e la maggiore insorgenza di patologie rispetto alle persone più giovani. Tali malattie, come la broncopatia cronica ostruttiva o i tumori, provocano un dispendio maggiore di energie, che viene colmato dall’alimentazione o, nel caso in cui l’anziano mangi poco, dal tessuto muscolare, di cui l’anziano soffrirà una perdita più o meno ingente. 

Quali sono le cause della malnutrizione negli anziani?

Oltre alla presenza di patologie concomitanti, altri fattori che possono causare l’insorgenza della malnutrizione nell’anziano possono essere un deficit significativo delle difese immunitarie, con un conseguente aumento della possibilità di contrarre infezioni (sia che il malato si trovi in ospedale, sia che si trovi a casa), e la depressione, di cui soffrono molte persone in età avanzata. Nel caso in cui l’anziano si trovi in ospedale, esiste inoltre un fattore che può accelerare il processo di malnutrizione: spesso il paziente non mangia quello che gli viene dato perché non è di suo gusto o non è cucinato nella maniera in cui è sempre stato abituato e per questo motivo non mangia una quantità di cibo tanto sufficiente quanto gli servirebbe nelle sue condizioni fisiche.

L’importanza della prevenzione

La malnutrizione è una patologia che, se non viene curata, diventa irreversibile. Le sue conseguenze, come le infezioni polmonari o le piaghe da decubito, possono portare con il tempo al decesso del paziente. Per questo motivo la malnutrizione non va sottovalutata e va prevenuta: se sono presenti alcuni fattori di rischio come la depressione, la concomitanza di altre patologie o la difficoltà a deglutire, il medico di famiglia o i medici d’ospedale dovrebbero aiutare l’anziano con una dieta specifica, in alcuni casi anche prescrivendo prodotti dietoterapici o modificando la consistenza della dieta stessa. Se si individuassero questi fattori di rischio si potrebbero evitare tanti problemi sia ai pazienti sia a livello di costi per il Sistema Sanitario Nazionale.

Cosa fare in caso di neoplasie?

I tumori sono molto frequenti fra le persone anziane e nel momento in cui vengono diagnosticate si dovrebbe combinare la terapia specifica oncologica con quella nutrizionale. Nei pazienti oncologici, spesso l’alimentazione e il controllo del peso vengono sottovalutati, tuttavia le forti terapie a cui si sottopongono per combattere i tumori comportano diversi effetti avversi come vomito e nausea, che possono causare perdita di peso. Terapia nutrizionale e terapia oncologica dovrebbero quindi camminare su un doppio binario, marciando di pari passo per il benessere del paziente.

I consigli dell’esperto 

Da medico specialista mi sento di dare un consiglio alle famiglie: negli anziani non bisogna sottovalutare la tosse che sopravviene appena dopo la deglutizione. La tosse, infatti, è un riflesso importante ed è il segnale che nelle vie aree è penetrato del materiale che non dovrebbe esserci, fenomeno che viene detto “disfagia” (difficoltà a deglutire). Molto spesso, infatti, si ricoverano pazienti che hanno sviluppato infezioni o polmoniti a cause del materiale finito nei bronchi e per evitare questi episodi consiglio vivamente di non sottovalutare mai il sintomo della tosse quando l’anziano si alimenta. Quindi, in conclusione bisogna tener presenti alcuni punti fondamentali: 

  1. È molto importante riconoscere precocemente le condizioni che configurano un rischio nutrizionale; 
  2. Se è presente il rischio, occorre prevenire la malnutrizione; 
  3. Se la malnutrizione è già presente è necessario contrastarne il peggioramento con un’adeguata terapia nutrizionale, prescritta e monitorata da medici specialisti in nutrizione clinica.

Dott. Giancarlo Sandri
Dietologia

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