Le malattie sessualmente trasmesse: il papilloma virus!

Autore: Dott. Gabriele Fontana
Pubblicato: | Aggiornato: 15/10/2018
Editor: Antonietta Rizzotti

Il Papilloma virus è la patologia sessualmente trasmessa maggiormente diffusa. La vaccinazione è il modo più efficace per combattere il rischio di infezione. Ne parla il Dott. Gabriele Fontana, esperto in Andrologia a Torino

Che cosa sono le malattie sessualmente trasmesse? 

Le malattie sessualmente trasmesse (MST), definite anche infezioni sessualmente trasmissibili, sono un gruppo di malattie che si trasmettono da un soggetto all’altro durante coito, sesso orale o altre forme di pratiche sessuali. In tutto il mondo si verificano ogni giorno circa un milione di contagi. Le cause principali delle MST sono i batteri, virus, lieviti o parassiti che si differenziano per dimensioni, ciclo di vita, manifestazioni cliniche e sensibilità alle cure. Il contagio avviene attraverso il contatto con pene, vagina, bocca o ano.

Le principali MST sono:

  • Candida vaginale
  • Clamidia
  • Herpes genitale
  • HIV e AIDS
  • Papilloma virus
  • Trichomonas vaginalis
  • Pediculosi del pube
  • Sifilide

Il Papilloma virus (HPV)

Il Papilloma virus risulta essere una delle malattie sessualmente trasmesse più frequenti, soprattutto nelle donne. L’assenza di sintomi ne favorisce la diffusione, dato che la maggior parte dei soggetti affetti non è a conoscenza del processo infettivo in corso. Più nello specifico,

l’HPV è il responsabile di lesioni localizzate in diversi zone della mucosa e della cute, tra le quali vulva, cervice, vagina, ano, bocca e gola.

L’HPV può essere responsabile di:

  • Lesioni benigne (es. condilomi)
  • Lesioni pre-invasice (es. displasie)
  • Lesioni invasive (es. Tumore della cervice uterina)

Di solito il tempo che intercorre tra l’infezione e lo sviluppo di queste lesioni pre-invasive, è di circa 5 anni, mentre per lo sviluppo di lesioni invasive può essere anche di 15 anni.

La diagnosi del Papilloma virus

Il principale metodo di diagnosi per l’individuazione precoce delle lesioni da HPV sono i diversi programmi di screening: Pap-Test e HPV-Test.

  • Pap-Test: se effettuato regolarmente (ogni 2-3 anni), può ridurre il rischio di sviluppare tumore cervicale del 70%. Questo test prevede il divaricare del canale vaginale con uno speculum che permette di prelevare alcune cellule della cervice. L’esame può essere effettuato durante una normale visita ginecologica, e comporta un fastidio minimo. Se le cellule analizzate non presentano anomalie, il Pap-Test può essere effettuato dopo 3 anni;
  • HPV-Test: consiste nella ricerca del DNS del Papilloma Virus. Questo test permette di individuare le donne a rischio con maggior anticipo (si consiglia di effettuarlo ogni 5 anni). In caso di risultati anomali, si procederà con la colposcopia, un esame di ambulatorio che consente l’individuazione delle alterazioni della cervice uterina, attraverso la visualizzazione ingrandita dei tessuti.

La prevenzione del Papilloma virus

La prevenzione del Papilloma virus avviene attraverso la vaccinazione, che costituisce oggi il metodo più efficace per combattere il rischio di infezione, dato che anche l’uso del preservativo non garantisce una prevenzione del 100%.

Dott. Gabriele Fontana
Andrologia

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