Soffri di intestino irritabile? Scoprine di più!

Autore: Prof. Paolo Sossai
Pubblicato: | Aggiornato: 27/10/2021
Editor: Cecilia Ghidotti

La sindrome dell’intestino irritabile è una patologia che coinvolge una grande parte della popolazione in Italia e nel mondo occidentale. Ma che cos’è e come la possiamo curare? Ce ne parla in questo articolo il Prof. Paolo Sossai, esperto in Medicina Interna ed in Gastroenterologia ad Ancona

Cos’è l’intestino irritabile?

Si definisce come sindrome dell’intestino irritabile l’insieme di disturbi di tipo funzionale caratterizzati da dolore addominale che può risolversi con l’evacuazione di feci e da alterazioni delle evacuazioni stesse (stipsi, diarrea e alternanza di stipsi e diarrea) che durano da 12 settimane, anche non consecutive, nei precedenti 12 mesi.
Interessa il 10-20% della popolazione occidentale.
In passato questa sindrome veniva denominata come “colite spastica” ma in realtà ora sappiamo che l’intestino irritabile non interessa solo il colon ma anche l’intestino tenue.
Come abbiamo precisato nella definizione è imprescindibile che non vi siano lesioni organiche quali tumori, malattie infiammatorie intestinali, diverticolosi, ecc.

Quali sono le cause?

La complessità clinica del quadro ha come cause i disturbi della motilità intestinale e l’aumento della sensibilità viscerale.
Entrambi i disturbi rientrano in quelle che oggi definiamo come disfunzioni dell’asse cervello-intestino.
A questo proposito, nel 1998, Michael D. Gershon coniò il termine di “secondo cervello” attribuendolo all’intestino per l’elevato numero di fibre nervose e di mediatori chimici, gli stessi del cervello.

Ci sono terapie per l’intestino irritabile?

I farmaci usati nel trattamento dell’intestino irritabile sono quelli usati nella diarrea e nella stipsi a cui si aggiungono quelli usati per modulare l’asse cervello-intestino.
Nel caso di sovracrescita batterica dell’intestino si possono usare gli antibiotici.
Talora, anche in assenza di celiachia, una dieta priva di glutine (proteina propria del grano) può migliorare i sintomi dell’intestino irritabile come pure l’uso di farmaci che sequestrano gli acidi biliari.
 

 

Prof. Paolo Sossai
Medicina interna

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