Inappetenza

Specializzazione di Allergologia

Che cos’è l’inappetenza?

L’inappetenza è un disturbo che consiste nella mancanza di appetito; può essere continua o momentanea. Può avere una molteplicità di cause, alcune patologiche, e portare a conseguenze anche gravi. Spesso porta a una perdita di peso improvvisa che può risultare in una debilitazione sia fisica che psicologica.

Sintomi dell’inappetenza

Le conseguenze più tipiche dell’inappetenza sono le seguenti:

  • Mancata assunzione dei nutrienti e delle calorie necessarie per restare in salute e deperimento psicofisico;
  • Dimagrimento;
  • Disidratazione (questo problema può essere particolarmente accentuato negli anziani e nei bambini, specialmente d’estate).

Diagnosi per l’inappetenza

Il proprio medico potrebbe consigliare, tra gli altri, i seguenti esami per escludere o confermare cause patologiche alla base dell’inappetenza:

  • Esame emocromocitometrico;
  • Esame delle feci;
  • Test per la celiachia;
  • Esame diagnostico per rilevare la presenza del batterio Helicobacter pylori;
  • Esami per verificare lo stato di salute del fegato;
  • Esami del sangue per accertarsi che non si soffra di una carenza di determinate vitamine.

Quali sono le cause dell’inappetenza?

L’inappetenza può essere generata da una moltitudine di cause. Di seguito vediamo quelle più frequenti, che sono spesso all’origine della mancanza di appetito quando questa dura per svariate settimane:

  • Patologiche: tra esse, anoressia e bulimia, quasi tutti i tipi di tumore, problemi respiratori quali la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), infezione da HIV, problemi epatici quali l’epatite e l’insufficienza epatica, problemi di ipotiroidismo, infezioni intestinali, alcuni tipologie di disturbi al cuore;
  • Assunzione di farmaci: quando si assumono determinati tipi di farmaci l’appetito potrebbe diminuire sensibilmente (per esempio farmaci per la chemioterapia o alcuni antibiotici);
  • Intolleranza a certi alimenti;
  • Ragioni fisiologiche: questi casi non devono indurre in allarme di per sé, in quanto sono dovuti a cambiamenti del tutto naturali, ma è comunque consigliabile parlarne con il proprio medico per escludere altre concause. Tra le ragioni fisiologiche figurano i cambi di stagione, la gravidanza, l’epoca della dentizione per i neonati, un cambiamento alimentare (per esempio se durante un viaggio si mangiano cibi a cui non si è abituati), eccetera;
  • Ragioni psicologiche: quando si soffre un lutto, si è affetti da depressione o si soffre di diverse altre forme di disagio psicologico è molto comune non provare appetito. Anche i periodi di stress o di cambiamento (inizio di un nuovo lavoro, traslochi, fine di una relazione eccetera) possono avere un ruolo nella mancanza di appetito. Ovviamente la gravità del problema dipende dalla causa alla base del disagio che si sta vivendo.

Trattamenti per l’inappetenza

A seconda del tipo di disturbo che causa il senso di inappetenza, vi sono diversi modi per contrastare questo problema:

  • Assumere alimenti che contengano molti nutrienti e che diano un alto apporto calorico; può aiutare fare diversi piccoli pasti durante la giornata, piuttosto che forzarsi a fare i canonici 3 “grossi” pasti. È consigliabile consumare cibi che contengano molte vitamine (in particolare quelle del gruppo B), proteine e acidi grassi;
  • Praticare attività fisica: lo sport aiuta a stimolare l’appetito nel modo più naturale. Bisogna tenere presente che la dieta dovrà essere aggiustata per evitare una perdita di peso, aumentando l’apporto calorico giornaliero;
  • Cercare, per quanto possibile, di mangiare insieme agli altri, e di rendere il momento del pasto un rito e un momento di condivisione con le persone vicine: può risultare utile cucinare insieme a qualcun altro, o cercare nuove ricette che stimolino curiosità e voglia di sperimentare, trasformando il cibo in un “gioco” gradevole;
  • In alcuni casi, se per il paziente mangiare diventa un’azione talmente difficile da provocare rigetto e sensazioni di nausea, il medico potrebbe decidere di prescrivere dei farmaci o degli integratori che stimolino la fame;
  • Una volta escluse tutte le cause fisiche tramite appositi esami medici, è ragionevole ritenere che alla base dell’inappetenza vi sia una sofferenza psicologica. A seconda della gravità della stessa, può essere opportuno rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta per intraprendere un percorso che porti a superare queste problematiche e riacquistare un benessere psicofisico. È inoltre sempre consigliabile imparare a gestire lo stress: a tale scopo può risultare utile praticare yoga, rilassamento o meditazione, dedicarsi a un hobby, eccetera. Inoltre, per tenere lo stress sotto controllo si può scrivere su un diario ciò che rende ansiosi, o parlarne con un amico o familiare.

A quale specialista rivolgersi?

Inizialmente è consigliabile parlare di questo disturbo con il proprio medico di famiglia, che saprà consigliare gli esami da svolgere per escludere cause patologiche per il malessere. A seconda dei risultati degli esami, il dottore potrà indirizzare il paziente verso lo specialista più adatto.

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