Trapianto di pancreas

Specializzazione di Medicina interna

Che cos’è il trapianto di pancreas?

Consigliato soprattutto in caso di diabete di tipo 1, il trapianto di pancreas è una pratica ormai molto diffusa che prevede la sostituzione dell’organo con un nuovo pancreas in modo da ripristinare le funzionalità perse. Il momento migliore per un trapianto di pancreas è prima dei 20 anni e l’intervento può essere anche eseguito in concomitanza con un trapianto di reni, nel caso in cui il paziente abbia perso anche la loro funzionalità. In più, sempre nel trattamento del diabete, è possibile effettuare un trapianto di isole pancreatiche, utile sia in caso di diabete di tipo 1 che di tipo 2. Grazie a questo trattamento viene ridotta drasticamente la richiesta di insulina da parte del paziente.

Perché si esegue?

Il trapianto di pancreas è indicato soprattutto in pazienti che soffrono di diabete di tipo 1, una patologia che si manifesta generalmente in età giovanile, spesso associato a complicanze di tipo metabolico come chetoacidosi, iper o ipoglicemia. Il diabete di tipo 1, che rappresenta il 10% di tutti i tipi di diabete, richiede insulina.

In cosa consiste?

Esistono varie tecniche per eseguire un trapianto di pancreas:

  • Intervento con connessione del duodeno del donatore con la vescica del ricevente
  • Intervento con anastomosi del duodeno del donatore con una porzione dell’intestino del ricevente

Prima di spiegare nel dettaglio queste due tecniche è necessario chiarire che il pancreas è formato da due porzioni, una endocrina (in cui si trovano le cellule che producono insulina) ed una esocrina (che produce enzimi digestivi). In un trapianto di pancreas è inevitabile rimuovere ed impiantare entrambe le porzioni sopradescritte e, dato che la parte esocrina è collegata al duodeno, sarà necessario trapiantare anche una piccola porzione d’intestino. Da qui l’esigenza di due tecniche, a seconda del modo in cui si vogliono drenare le secrezioni che si raccolgono nel duodeno: nel primo intervento le secrezioni del pancreas del donatore vengono raccolte nella vescica ed espulse attraverso le urine, mentre nel secondo queste si riversano in un tratto qualunque dell’intestino e si uniscono a quelle già prodotte dal pancreas del ricevente. In entrambi i casi si devono eseguire delle connessioni vascolari in modo che l’organo riceva sangue.
Ognuna di queste tecniche possiede vantaggi e rischi, sarà compito del chirurgo scegliere quella più appropriata per ogni singolo paziente. Inoltre, secondo le stime dell’International Transplant Registry, non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino i maggiori benefici di una procedura rispetto all’altra.

Preparazione per il trapianto di pancreas

Prima di un trapianto di pancreas, il paziente deve sottoporsi ad un “bilancio pre-trapianto” che consiste nell’esecuzione di analisi cliniche e strumentali per individuare eventuali rischi o controindicazioni all’intervento. È controindicato il trapianto di pancreas in caso di:

Recupero postintervento

Il paziente può generalmente tornare a camminare nelle 24-48 ore successive al trapianto. Inizialmente dovrà seguire una dieta a base di liquidi e in caso di drenaggio sarà necessario aspettare almeno 72 ore prima di poter mangiare. Dopo 5-7 giorni il paziente potrà essere dimesso dall’ospedale e tornare a casa, dovrà però eseguire controlli ambulatoriali con periodicità decrescente (inizialmente ogni giorno, poi a giorni alterni, ecc.). Infine, dopo circa un mese il paziente può tornare alla vita quotidiana.

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