Rinite allergica: tutto ciò che c’è da sapere!

Autore: Dott. Andrea Passarella
Pubblicato:
Editor: Sharon Campolongo

Purtroppo, oggigiorno le allergie sono in aumento e sempre più bambini presentano forme di allergie come la rinite allergica. Approfondiamo questo argomento con il Dott. Andrea Passarella, specialista in Pediatria

Quali sono le cause delle allergie?

I motivi sono molti, alcuni intuitivi, altri un po’ più complicati.

Sicuramente, una delle cause principali è l’inquinamento ambientale che causa uno stato di infiammazione latente delle vie aeree, contribuendo a slatentizzare la condizione di allergia.

Inoltre, si pensa che lo shift da TH2 a TH1 sia il motivo principale: in altre parole, il nostro sistema immunitario che non è più impegnato a combattere contro le malattie infettive, produce anticorpi che ci rendono allergici a tanti elementi che esistono in natura come pollini, alimenti, muffe e così via.

Ovviamente, la scomparsa delle malattie maggiori come il vaiolo, la poliomielite, la difterite non può che essere vista come una cosa meravigliosa ma, purtroppo, abbiamo scoperto che c’era un prezzo da pagare: l’aumento delle allergie.

Come si diagnosticano le allergie?

Ancora negli anni ‘70 e ‘80 la diagnosi era complessa e la terapia incerta.

Al giorno d’oggi la diagnosi è molto semplice: sia al primo livello con gli Skin Prick Tests in ambito ambulatoriale, sia con esami ematici di secondo livello reperibili ormai in qualsiasi laboratorio pubblico o privato.

L’innovazione dei RAST molecolari ci facilita ancor di più nella precisazione della molecola a cui si è allergici e nella definizione di eventuali sindromi orali allergiche (reazioni alimentari non da allergia alimentare).

Analogamente la terapia è migliorata sia per le forme di allergia più lieve, che per le forme più gravi.

La maggior efficacia, unita al minor costo dei farmaci, hanno così ridotto notevolmente lo spazio della immunoterapia specifica (i vaccini anti-allergici non privi di rischio). Per le forme più serie abbiamo ora a disposizione anche i farmaci biologici che hanno un’efficacia eccezionale.

Unendo a questi miglioramenti diagnostico terapeutici, alcuni provvedimenti, che a volte possono sembrare banali come quelli di igiene ambientale, siamo in grado di controllare i sintomi dell’allergia.

Quindi, nella quasi totalità dei casi, l’allergia è diagnosticabile e si può trattare efficacemente e con costi ridotti.

signora sul letto che si soffia il naso

Cosa succede nel caso della rinite allergica?

Per rinite si intende una congestione nasale che, se provocato da una reazione allergica, si definisce rinite allergica.

La sintomatologia è quella simile di un raffreddore, ossia:

  • Prurito al naso
  • Produzione di muco
  • Lacrimazione
  • Prurito agli occhi
  • Senso di oppressione al torace
  • Dispnea

Nonostante nessuno sia ancora morto per il naso chiuso, questa condizione peggiora la qualità della vita drasticamente. Lo sanno bene i genitori dei bambini rinitici, che al risveglio si trovano un figlio che non avendo riposato bene, è irritabile e non è in grado di concentrarsi come dovrebbe a scuola. Lo stesso vale per gli adulti che poi devono andare a lavorare.

A quali esami sottoporsi in caso di rinite allergica?

Per avere una corretta diagnosi, si possono prescrivere i test allergologici cutanei, come il Prick Test, oppure sul sangue.

Altre indagini per verificare che non ci siano possibili complicazioni, come polipi nasali o sinusite, sono:

  • Endoscopia nasale
  • Test del flusso inspiratorio nasale
  • Tomografia Computerizzata (TC)

Come trattare la rinite allergica?

Generalmente, per alleviare i sintomi della rinite allergica, vengono impiegati farmaci antistaminici e lavaggi nasali con soluzione salina.

Tuttavia, in caso di sintomi persistenti si possono prescrivere corticosteroidi, quali svolgono un’azione antinfiammatoria, riducendo il gonfiore delle mucose nasali.

Se i sintomi sono molto gravi, si può ricorrere all’immunoterapia, la quale consiste nell’assumere l’allergene sotto forma di iniezione o di compressa a intervalli settimanali.

Dott. Andrea Passarella
Pediatria

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