Aneurisma cerebrale

Che cos’è l’aneurisma cerebrale?

L’aneurisma cerebrale è una anomalia caratterizzata da una dilatazione della parete arteriosa che può non determinare alcun sintomo, può dare luogo a disturbi compressivi sui tessuti vicini o determinare un’emorragia interna. Circa il 3-5% della popolazione sana ha un aneurisma nel cervello, ma molto pochi di questi arrivano a dar luogo a sintomi o rotture. Comprenderne le caratteristiche (es. sede, morfologia, dimensioni) e conoscere il paziente, la sua storia e anamnesi, sono gli elementi che possono aiutare a meglio indirizzare le diverse decisioni terapeutiche.

Un aneurisma cerebrale raramente può essere congenito, può essere determinato da fattori di rischio generici (fumo, ipertensione arteriosa), da una predisposizione familiare, o da traumi, tumori, infezioni o consumo abituale di stupefacenti.

In funzione della loro forma gli aneurismi si dividono in sacciformi, fusiformi e laterali; si possono anche classificare in base alle dimensioni e alla sede. Tutti gli aneurismi, comunque, possono dar luogo a complicazioni quali rottura del vaso ed emorragia cerebrale, causando un incidente vascolare cerebrale che può provocare morte o un danno nervoso irreversibile.

Sintomi dell’aneurisma cerebrale

Gli aneurismi sono asintomatici e si manifestano unicamente quando si ingrandiscono, o si rompono, provocando cefalee improvvise molto intense, nausea, vomito, rigidità del collo, convulsioni o perdita improvvisa di conoscenza. La loro rottura può essere anticipata di alcuni giorni o ore da sintomi minori, le cosiddette cefalee sentinella.

Se l’aneurisma fa pressione sui nervi circostanti presenti all’interno del cranio può provocare palpebre cadenti, sdoppiamento della vista, pupille dilatate, dolore sopra o dietro all’occhio e intorpidimento o debolezza di un lato della faccia o del corpo. Alcuni di questi sintomi possono essere tra quelli che definiamo “cefalea sentinella” o “warning leak”, che essendo delle avvisaglie di qualcosa che sta per avvenire, non vanno sottostimati o si può pensare di attendere che passerà.

Per diagnosticare gli aneurismi cerebrali si ricorre a vari esami come la Risonanza Magnetica, la TAC e l’angiografia.

Quali sono le cause dell’aneurisma cerebrale?

Le alterazioni che sono all’origine degli aneurismi cerebrali causano alterazioni di componenti nella parete del vaso sanguigno che, a loro volta, danno luogo a cedimento locale della struttura dell’arteria e ad un aumento del suo diametro e, di conseguenza, a rischio di progressiva espansione e di rottura con emorragia interna massiva. La possibile evoluzione nel tempo di aneurisma non rotto segue criteri legati al danno progressivo della sua parete determinato da variazione di pressione e di flusso di sangue al suo interno

I principali fattori di rischio sono: ipertensionetabagismo, alcune malattie congenite (es. rene policistico autosomico dominante), precedenti familiari, infezioni del sistema nervoso centrale o del cervello, ecc.

Si può prevenire?

Non si conoscono condizioni o farmaci che possono prevenire l’insorgenza di un aneurisma cerebrale, ne che rinforzino la parete dell’aneurisma prevenendone la possibile rottura. Qualora si sia già a conoscenza di avere un aneurisma cerebrale è possibile ridurre la tendenza della loro crescita e il rischio di rottura; il tal caso è necessario controllare i fattori di rischio cardiovascolare e le malattie che possono indebolire i vasi sanguigni, come ipertensione arteriosa, diabetecolesterolo e arteriosclerosi; è inoltre importante mantenere uno stile di vita sano e il consumo di tabacco e alcol.

Molti studi cercano di individuare elementi in grado di prevedere la possibile evoluzione nel tempo di un aneurisma, dato che alcuni aneurismi si rompono quando ancora di piccole dimensioni, altri non evidenziano tendenze evolutive, altri ancora crescono e si modificano con estrema lentezza. La loro insorgenza o storia naturale non ha, nelle forme non familiari o sindromiche, alcuna relazione con gli aneurismi di altri distretti, come gli aneurismi dell’aorta.

Quando si individua incidentalmente, con un esame TAC o RM, un aneurisma cerebrale è necessario valutare le differenti opzioni di trattamento o fare controlli nel tempo con angioRM senza mezzo di contrasto o angioTAC con cadenza condivisa con lo specialista (ad esempio, ogni sei mesi o anno) per controllare la sua possibile evoluzione.

Trattamenti per l’aneurisma cerebrale

Non è detto che un aneurisma cerebrale incidentale debba essere sottoposto a trattamento. Sulla decisione peseranno diversi fattori. La modalità di trattamento sarà comunque diversa a seconda che l’aneurisma sia intatto o si sia rotto, a seconda della sede, delle sue caratteristiche morfologiche e di quelle cliniche del paziente. Nel caso di aneurisma intatto, è possibile eseguire sia il monitoraggio nel tempo sia eseguire un intervento per escluderlo, con clippaggio chirurgico o con un intervento endovascolare (in questo caso sono presenti diverse tecniche). In rari casi più complessi si può ricorrere a tecniche combinate o di bypass intracranico. Se l’aneurisma si è rotto è necessario un trattamento immediato (endovascolare o chirurgico) che, date le condizioni del paziente, prevede un ricovero in terapia intensiva, eventuale drenaggio ventricolare cerebrale e controllo dei danni conseguenti all’emorragia cerebrale. Si trattata di una patologia grave e complessa a cui prendono parte molte figure professionali con interventi e azioni coordinate nel corso dei giorni e delle settimane.

A quale specialista rivolgersi?

Ad occuparsi dell’aneurisma cerebrale, sia per il monitoraggio che per il trattamento sarà un esperto in neurochirurgia o un neuroradiologo interventista.

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